Oltre i limiti della parola

Lo spazio Base festeggia il suo 14esimo anno di attività con l’installazione site specific di Lawrence Weiner. E il maestro della Conceptual Art americana prosegue la sua critica sul linguaggio. A Firenze, fino al 20 aprile.

Lawrence Weiner - Ever so much / Mai così tanto - veduta dell'inaugurazione presso Base / Progetti per l'arte, Firenze 2012 - photo Ela Bialkowska

Sulle tre pareti maggiori di Base, Lawrence Weiner (New York, 1942) installa le sue sculture, per guidare il visitatore attraverso un percorso distruttivo della parola. Ever so much è il punto di partenza: la giustapposizione del tradotto in lingua italiana indica la non limitabilità del concetto entro un unico sistema linguistico (“MAI così tanto”). Sarà necessario, allora, passare a un codice diverso, di valore più universale. La matematica ci offre la grammatica (PLUS, AND…), ma il calcolo risulta improponibile: BLOCK and BLOCK plus BLOCK and BLOCK… equal?

Nella stanza accanto, l’operatore dell’uguaglianza si distorce in assenza di risultato. Sembra piuttosto suggerire un percorso, non un punto d’arrivo. Soddisfatti dell’interpretazione, avviciniamo l’artista affermando: “Il punto di partenza, quindi, è il linguaggio”. Weiner aggrotta le sopracciglia: “Not at all!”

Simone Rebora

Firenze // fino al 20 aprile 2012
Lawrence Weiner – Ever so much / Mai così tanto
BASE / PROGETTI PER L’ARTE
Via San Niccolò 18r
055 2207281
[email protected]
www.baseitaly.org

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.