Mondo visionario e mitologia apparente

Al via la stagione espositiva di Macula – Centro Internazionale di cultura fotografica di Pesaro. L’ordine armonico riscoperto da “Nemesis”, personale di Roberto Kusterle in collaborazione con la mc2 gallery di Milano, fino al 25 aprile negli spazi dello Scalone Vanvitelliano.

Roberto Kusterle - Quelle poesie del mare

Le memorie ancestrali e l’analisi antropologica rappresentano la sintesi del linguaggio fotografico e visionario di Roberto Kusterle (Gorizia, 1948). Nella sua poetica è costante il tentativo di colmare il vuoto tra la natura e l’uomo: i corpi si fondono con la linfa vegetale e animale. Pesci, insetti, animali marini, piante e terra si confondono nel mondo arcaico e mitologico del fotografo in costante confronto con l’ambiente. L’artista ha accettato la sfida di esporre lungo lo Scalone Vanvitelliano del Settecento, uno spazio espositivo insolito recuperato dal Centro internazionale di cultura fotografica nato nel 2011. L’allestimento della mostra segue cronologicamente le tappe del lavoro di Kusterle, ponendo involontariamente l’accento sullo spiccato tradizionalismo nell’utilizzo del mezzo fotografico da parte dell’artista.

Federica Mariani

Pesaro // fino al 22 aprile 2012
Roberto Kusterle – Nemesis
SCALONE VANVITELLIANO
Piazza del Monte
[email protected]
www.spaziomacula.it

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Federica Mariani
Classe 1982 (Senigallia -AN), nel 2006 consegue la laurea specialistica all'Università Ca' Foscari di Venezia con una tesi di ricerca sulla Fototeca ASAC della Biennale di Venezia, successivamente parte per la Francia. Frequenta il Master in Management dei Beni e delle Attività Culturali all'École Supérieure de Commerce lavora per il Centro d'Arte Digitale Le Cube e la galleria Alberta Pane a Parigi, dove sposa la filosofia di sostenere i giovani artisti. Attualmente lavora nel Social Media Team della Fondazione Marche Cinema Multimedia. Nelle Marche sta portando avanti una crociata per sviluppare l'humus dell'arte contemporanea cura mostre e collabora all’organizzazione di eventi e festival multidisciplinari, coniugandoli con l'attività di ufficio stampa. È giornalista dal 2006, scrive e realizza interviste sul mondo underground degli artisti emergenti.
  • enea discepoli

    La visita della mostra è stata come scalare una montagna fatta di immagini “ancestrali e archetipiche”, di un viaggiare per il mondo e ritornare ad una terra matrigna , screpolata e usata come pelle……suggestivo l’allestimento