Le stanze della memoria

Mettersi in ascolto di un’architettura per far risuonare l’eco dei ricordi, sublimandoli. Gian Maria Tosatti riapre a Novara Casa Bossi, chiusa da decenni, con l’opera “Tetralogia della polvere”, che inaugura lunedì. Incantevole e imperdibile, fino al 3 giugno.

Gian Maria Tosatti - Tetralogia della polvere - photo Tommaso De Luca

Ci si volta indietro, per cercare di scorgere le proprie tracce, le proprie orme, ma non si vedono più. Si sono già confuse con i segni che lo scorrere del tempo ha depositato sui pavimenti, coprendo le piastrelle decorate e creando nuovi mosaici e disegni. Sono trent’anni, infatti, che questa dimora, progettata nel 1859 da Alessandro Antonelli nel cuore di Novara, è lasciata sola, abitata soltanto dai ricordi di un passato denso di eventi e di storie, ma dimenticata dal presente. Gian Maria Tosatti (Roma, 1980) riconsegna un edificio alla sua città e alla nostra memoria. Il lungo girovagare in un apparente silenzio, interrotto soltanto dal fruscio dei propri passi che cede il posto gradualmente alla voce delle stanze è un’esperienza profondamente intima, che rende evidente il valore dell’intervento artistico nel momento in cui il singolo riesce a impossessarsi dell’opera d’arte, a padroneggiarla nella propria mente, costruendola e ricostruendola infinite volte, modificandola e sovrapponendola alla propria storia personale.

Gian Maria Tosatti, Tetralogia della polvere, foto Tommaso De Luca

La casa si fa manifestazione tangibile e tridimensionale di ricordi e suggestioni; il percorso che si snoda nelle stanze diviene una passeggiata metafisica; le quattro scale che costituiscono le linee dell’intervento artistico sono da percorrere in solitudine, tra luce e ombra, per conoscere l’edificio in silenzio e con il tempo necessario alla scoperta di un segreto, che viene messo in scena, svelato ma non gridato.

L’eleganza dell’opera è evidente nel suo non palesarsi pienamente, nell’impossibilità – o perlomeno nella difficoltà – di individuare quali siano i segni del fare umano e quali quelli del disfare del tempo.
Tetralogia della polvere rappresenta una summa della riflessione artistica di Gian Maria Tosatti perché riassume e amplifica gli elementi costitutivi del suo lavoro precedente. É una soglia, da cui guardare quanto fatto prima, un gradino che permette il passaggio verso una poetica differente, però fondata sul passato.

Gian Maria Tosatti, Tetralogia della polvere, foto Tommaso De Luca

Casa Bossi, infatti, permette di unire la dimensione intima del ricordo, che caratterizza il ciclo Le considerazioni sugli intenti della mia prima comunione restano lettera morta, al riferimento imprescindibile all’arte pubblica, che qui non sta tanto nell’utilizzare un luogo di proprietà collettiva, quanto nell’essere consapevoli che il valore e il significato del proprio fare artistico risiedano nella possibilità di restituire a una città un elemento importante della propria identità culturale.


Marta Cereda

 

Novara // fino al 3 giugno
Gian Maria Tosatti – Tetralogia della polvere
a cura di Julia Draganovic e Alessandro Facente
CASA BOSSI
via Pier Lombardo 4
Prenotazione obbligatoria
0321 394059
[email protected]
www.casabossinovara.it
www.rest-art.it

  • dust

    sì, ma io non capisco in che cosa consista il lavoro… Tosatti ha coperto tutto, pareti e pavimenti, di una patina bianca? o ha ripulito il Palazzo? Insomma, quando uno spettatore entra a casa Bossi, cosa vede? le stanze nude e fatiscenti? non tutti possono recarsi a Novara, potreste soddisfare questa curiosità senza troppi giri di parole? Grazie

  • Quando troppo si racconta, poco si dice…..chissà che puzza di chiuso!

  • dust

    sia chiaro: la mia non è una provocazione, vorrei seriamente capire di più, però in modo semplice. speravo mi rispondessero l’artista (che talvolta scrive su Artribune) o il curatore, magari lo faranno presto

  • max

    “magnetismo fisico , tensione plastica” vedendo una finestra…illuminatemi vi prego!!!

  • max

    partita a scacchi con antonelli….vi prego

  • meh

    “arte” oggi è questo: roba che neanche si capisce. e allora quali sensazioni può comunicare?

    a Novara ci son tanti bravi artisti, ma ovviamente lo spazio va dato sempre alle solite robe criptiche che alla gente neanche piacciono.