La pellicola all’ennesima impotenza

È una lotta impari quella che il duo svizzero Onorato & Krebs – paladino dei negativi e delle camere oscure – tenta di vincere contro la tecnologia digitale. Ecco le loro armi, in mostra alla Galleria Crespi di Milano, fino al 7 aprile.

Taiyo Onorato & Nico Krebs - Clay camera 360mm

Meglio governare all’inferno che essere servi in paradiso, sosteneva il Lucifero di John Milton.  Anche i fotografi svizzeri Taiyo Onorato (Zurigo, 1979) & Nico Krebs (Winterthur, 1979) sembrano preferire le diaboliche meccaniche della fotografia analogica alle celestiali prodezze della tecnologia digitale: ma la modernità ha un passo troppo spedito per poter minimamente pensare di ignorarla, figuriamoci poi se si usa un’arma spuntata come quella della nostalgia.
Le opere allestite all’interno della Galleria Crespi sono il risultato di un esperimento primordiale, uno dei primi a meravigliare il giovane fotografo, tanto da fargli spalancare il diaframma per molto tempo nel tentativo di cogliere il movimento nella sua totalità; sono immagini che dunque raccontano come si muove l’arte fotografica, ed è un discorso che esula oggi come oggi dal tipo di mezzo fotografico: anche quelli – peraltro fantastici e folli – progettati e messi in mostra come chimere, metà macchine fotografiche e metà libri, scatole, oggetti. Il tempo si può sì fermare, ma è ormai così veloce che non ci bastano più i sali d’argento.

Max Mutarelli

Milano // fino al 7 aprile 2012
Taiyo Onorato & Nico Krebs – End of an Era
GALLERIA RICCARDO CRESPI
Via Mellerio 1
02 89072491
[email protected]
www.riccardocrespi.com

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Max Mutarelli
Massimiano Mutarelli nasce nella primavera del 1977 a Lambrate, quartiere storico di Milano. A vent’anni, con l’iscrizione all’Accademia di Brera, corona il sogno di poter entrare nel magico mondo dell’Arte. In realtà è un periodo turbolento, sospeso fra gli esami ed i primi lavori da redattore, di giorno, e di barista, la notte, ma nonostante tutto riesce a prendere quelle poche gocce di splendore che l’accademia riesce a regalare: grazie ad Alberto Garutti ed a Francesco Poli affina le proprie conoscenze intorno al cruciale mondo dell’arte contemporanea, mentre continua a scrivere per alcune testate sul web. Laureatosi in Arti Visive con una tesi sul rapporto fra politica e fascismo, dopo un master in pedagogia dell’arte sta cercando di concludere il suo percorso di studi specializzandosi in Discipline artistiche ed archeologiche presso l’Università di Verona, sempre alternando i libri alle docenze occasionali in vari master universitari, alle collaborazioni con riviste ed alla gestione di un noto pub all’avanguardia