La multiforme identità di Lucie Fontaine

Sfugge alle definizioni e alle descrizioni, Lucie Fontaine. Eppure, in occasione del lancio di un nuovo sito, di un nuovo spazio espositivo e dell’arrivo di due nuove curatrici, ha chiesto a 13 artisti di affrontare il genere dell’autoritratto. “Entourage”, a Milano, fino al 15 aprile.

Entourage - veduta della mostra presso Lucie Fontaine, Milano 2012

Avrò sbagliato piano? Eppure la targa all’ingresso è molto chiara: Lucie Fontaine abita qui. La porta è socchiusa, mi affaccio: è domenica, fuori piove e un gruppo di persone è in cucina, intorno a una tavolo si chiacchiera e si banchetta. In salotto, sul divano, diversi amici hanno lo sguardo rivolto al televisore. Non guardano la partita, però. In penombra, paiono ipnotizzati dal video di Cleo Fariselli, tramutatasi in una stella danzante per l’occasione.
Sparsi per l’appartamento, gli autoritratti degli artisti che dal 2008 hanno collaborato al progetto – Adriano Altamira, Mauro Bonacina, Guglielmo Achille Cavellini, Vittoria Chierici, Alice Mandelli, Daniella Isamit Morales, Marcello Martin, Alessandro Roma, Valerio Rocco Orlando, Alice Tomaselli, Marcella Vanzo, Mauro Vignando – raccontano se stessi e compongono il ritratto sfaccettato di Lucie Fontaine, il cui nome richiama Lucio Fontana e il collettivo parigino Claire Fontaine. La mostra rappresenta una pietra miliare per questo motivo: pare quasi paradossale che una figura ammantata di tanto mistero scelga un tema inevitabilmente legato alla rappresentazione della propria identità. Una personalità fluida, in continuo movimento ed evoluzione, come dimostra il fatto che questa sia la terza sede di Lucie Fontaine, dopo uno spazio in via Conte Rosso a  Lambrate e uno in via Larga, e che abbia accolto due nuove curatrici nel suo “organico”, diventando una figura leggendaria a sette teste.

Entourage - veduta della mostra presso Lucie Fontaine, Milano 2012

Gallerista, artista, curatrice: la padrona di casa – anzi, l’inquilina, dato che l’appartamento di via dell’Aprica è abitato da una giovane coppia, che ne ha affittato uno dei locali – sceglie, dunque, di descriversi innanzitutto attraverso il titolo dell’esposizione: l’Entourage senza il quale Lucie Fontaine non esisterebbe. Il tema non rappresenta un vincolo o una limitazione, perché, abbandonando qualunque riferimento alla pittura del genere tradizionale, viene declinato in lavori recenti o più datati con tecniche ed estetiche estremamente differenti l’una dall’altra, che rendono difficile l’individuazione di elementi comuni.
Ciò che emerge è, in generale, l’adesione degli artisti coinvolti alla poetica di Lucie Fontaine, per i quali è impossibile la presenza e la definizione di un Io statico e immediatamente riconoscibile. Si potrebbe dire, parafrasando Walt Whitman, che Lucie Fontaine contiene moltitudini.

Marta Cereda

Milano // fino al 15 aprile 2012
Entourage
a cura di Guia Cortassa e Barbara Meneghel
LUCIE FONTAINE
Via dell’Aprica 6 – buzz 6012, scala 6
347 8493009
[email protected]
www.luciefontaine.com

 

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.