Dipingere il sublime

Cercare la trascendenza che è immersa e confusa nell'immanenza. Far intuire l'infinito oscuramente celato nel finito. La pittura di Anna Hughes si libera da ogni tirannia oggettuale per cogliere una “visione invisibile”. A Verona, presso Artericambi, fino al 14 aprile.

Non si sa quanto mai verde dorma / sotto questo verde”. Così il poeta Zanzotto. E la pittura dell’inglese Anna Hughes (Londra, 1982; vive a Berlino) si presenta proprio come una promessa di profondo, di ulteriorità, di alterità visiva. Gesti corsivi, rapinosi, i suoi, che letteralmente tolgono, raschiano, consumano ogni idea di mondo: piaceri romantici dell’incertezza, del non vedere tutto e di potersi perciò spaziare con l’immaginazione riguardo a ciò che non si vede. La Hughes tenta sì di incalzare, di picchettare ciò che eccede il senso (in Lights out trapunta una superficie nera con orditure che sembrano stelle nel cielo, in Waypoint prova a bloccare con una linea la dissoluzione della forma), ma non individua un percorso di esperienza, bensì fissa il fallimento insito in qualsiasi tentativo di determinare un punto di passaggio. Ama invariabilmente ciò che è instabile, volatile, indefinibile.

Luigi Meneghelli

Verona // fino al 14 aprile 2012
Anna Hughes – Waypoint
ARTERICAMBI
Via A. Cesari 10
045 8403684
[email protected]
www.artericambi.org

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Luigi Meneghelli

Luigi Meneghelli

Laureato in lettere contemporanee, come critico d'arte ha collaborato e/o collabora a quotidiani (Paese Sera, L'Arena, L'Alto Adige, ecc.) e a riviste di settore (Flash Art, Le Arti News, Work Art in progress, Exibart, ecc.). Ha diretto e/o dirige testate…

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