Al Macro tra passato, presente e futuro

Nuovo direttore, nuova stagione espositiva. Al Macro di Roma si riparte con un folto pacchetto di mostre, un programma di residenze e tanti eventi. Tra i protagonisti ci sono anche Mircea Cantor (fino al 3 giugno), Vettor Pisani (fino al 2 settembre) e Pascale Marthine Tayou (fino al 28 ottobre).

Pascale Marthine Tayou - Plastic Bags - 2001-11 - courtesy Galleria Continua, San Gimignano-Beijing-Le Moulin - photo Giorgio Benni

Concepiti in occasione della personale romana, i tre lavori di Mircea Cantor (Oradea, 1977; vive a Parigi e Cluj) s’impongono nell’ampio spazio della sala Enel. La ricercata veste delle opere dà vigore alla riflessione sul monito Sic transit gloria mundi, titolo della mostra e di un video. In quest’ultimo, la frase latina si fa emblema di una comune condizione di bisogno, esemplificata da un cerchio di prostrati mendicanti, sulle cui mani si consuma inesorabile una miccia infuocata. Attraverso simboli collettivi, l’artista legge il tutto come espressione delle sue parti, e ripescando l’individuo dal gruppo, distingue la sfera spirituale da quella religiosa. Se in Prima del Pralaya la scelta di spille da balia d’oro come elementi base della molecola di DNA sottolinea l’unicità dell’uomo come preziosa risorsa, in Anima è il titolo stesso a riportare ancora l’attenzione sulla sfera soggettiva, smentendo l’apparente immagine polemica della basilica di San Pietro, concepita come una marionetta.

Mircea Cantor - Anima - 2012 - courtesy l’artista & Magazzino d’Arte Moderna, Roma

A differenza del lavoro di Cantor, il cui significato ci mette un po’ ad arrivare nella sua completezza, l’idea alla base di Plastic Bags di Pascale Marthine Tayou(Yaoundé, 1967) giunge diretta e fin troppo chiara. Presentata nel cortile interno, l’opera esorcizza i danni ecologici e sociali del mondo globalizzato, eleggendo a icona il comune sacchetto di plastica. Centinaia di pericolosi sacchetti, un tempo portatori dei più svariati acquisti, diventano così innocua materia prima di uno scenografico turbine di colori alto dieci metri. L’installazione assolve la doppia funzione di dare carattere al cortile del Macro, ripensato come nuova piazza del quartiere, e a preannunciare la personale che il museo dedicherà all’artista africano.

Vettor Pisani - Camera dell'Eroe (Venere di Cioccolato) - 1970 - courtesy Cardelli e Fontana

Accontentandoci, per il momento, aspettiamo con ansia l’autunno e arrivati ormai all’antico edificio, entriamo nella sala dedicata all’omaggio a Vettor Pisani (Bari, 1934 – Roma, 2011). L’attenzione si focalizza sugli anni Settanta, in particolare sulla collaborazione con Michelangelo Pistoletto, e si sceglie la forma dell’archivio per raccontare la vasta produzione dell’artista, nonché scenografo e architetto. Immagini, disegni, cataloghi delle mostre più importanti vengono presentati in tre cassettiere, mentre alle pareti scatti di Elisabetta Catalano e Claudio Abate si alternano a lavori di Pistoletto e di Pisani, come Camera dell’Eroe, Carne umana e oro e pochi altri. Se di certo le informazioni più importanti sull’artista ci sono tutte, resta però il dubbio di quanto ritorni allo spettatore, in questa stanza silenziosa e ordinata, della scandalosa, misteriosa e geniale personalità di Vettor Pisani.

Giulia Lopalco

Roma // fino al 3 giugno 2012
Mircea Cantor – Sic Transit Gloria Mundi
Roma // fino al 28 ottobre 2012
Pascale Marthine Tayou – Plastic Bags
Roma // fino al 2 settembre 2012
Omaggio a Vettor Pisani
MACRO
Via Nizza 138
06 671070400
[email protected]
www.macro.roma.museum