Venezia era tutta d’Oro

Alzi la mano chi non ha mai visto, posseduto o anelato un oggetto che avesse impressa una delle tele di Klimt, dal “Bacio” alla “Giuditta”. Le opere dell’artista viennese sono la Gioconda del Novecento, in mostra a Venezia fino all’8 luglio.

Gustav Klimt - Volto di fanciulla - 1898 ca. - coll. privata - © Belvedere, Vienna (Alfred Weidinger)

La mostra per i centocinquant’anni dalla nascita di Gustav Klimt (Vienna, 1862 – Neubau, 1918) propone una selezione di opere che coprono una vasta parte dell’avventura artistica di questo eccentrico pittore, figlio di un orafo e fratello di un artista, che inizia canonico ritrattista e finisce per diventare una delle icone della modernità grazie alle sue particolari invenzioni compositive.
Ma la fortuna critica dell’artista viennese non è sempre stata così fulgida come i suoi splendidi fondi dorati. Quando Klimt espone nel 1910 ben 22 opere alla Biennale di Venezia, viene criticato dalla stampa, che lo presenta come un autore scandaloso. Quello che la mostra del Correr oggi vuole fare è restituire un Klimt inedito, oltre gli sguardi provocanti delle due Giuditta in mostra oltre i fondi oro. La selezione di opere, dai disegni alle opere giovanili, è una raffinata selezione proposta in una cornice elegante e scarna. Lontanissimo dalla caduta di stile a cui sarebbe potuto andare incontro, l’allestimento rimanda con eleganza alle sale di Palazzo Stochlet.

Gustav Klimt - Fregio di Beethoven - Vienna, Palazzo della Secessione

La tendenza a esporre non solo quadri o disegni ma manufatti, già vista in Laguna alla mostra sui movimenti d’avanguardia alla Guggenheim un paio di anni fa, appare anche in questo caso, calzante e interessante poiché si tenta di ricostruire, nelle sale di Palazzo Correr, l’ideale di opera d’arte totale che accomunava molti dei movimenti sorti a cavallo tra Otto e Novecento.
Attraverso un percorso che si snoda tra le opere di Hoffmann, tra le quali spiccano le elegantissime creazioni di oreficeria, e passando per gli inquietanti pastelli di Khnopff, si arriva alla vera perla di questa mostra, Il Fregio di Beethoven, prestato dal museo del Belvedere – co-partner della mostra veneziana e promotore delle celebrazioni.
Il Fregio risulta particolarmente interessante perché, grazie a una sapiente illuminazione, si riesce ad apprezzare non solo la sfrontatezza dei volti delle Ondine, ma l’abbacinante vuoto bianco del pannello laterale che sovrastano, un bianco carico di significati da riempire, in linea con l’ispirazione musicale che guidava la mano di Klimt.

Gustav Klimt - Giuditta - 1901 - Vienna Belvedere

L’architettura è una presenza disseminata tra le sale, con tre maquette degli edifici simbolo della Secessione Viennese, offerte in maniera discretamente didattica.
Il rischio di cadere in una mostra banale e scontata era forte e la tendenza di questo nuovo corso dei Musei Civici sotto la guida di Gabriella Belli fa sperare in rassegne storiche che si pongano non come le ennesime mostre blockbuster, ma come portatrici di cultura nuova e feconda.

Chiara Di Stefano

Venezia // fino all’8 luglio 2012
Klimt – nel segno di Hoffmann e della Secessione
a cura di Alfred Weidinger
MUSEO CORRER
San Marco 52
041 9636808
www.correr.visitmuve.it
www.mostraklimt.it

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Chiara Di Stefano
Chiara Di Stefano (Roma, 1984) è dottore di ricerca in Teorie e Storia delle Arti. Docente e curatrice indipendente, vive tra Udine e Venezia. Si interessa di storia della Biennale di Venezia, arte americana e nuove tecnologie applicate alla didattica museale. Attualmente collabora con Artribune, Giudizio Universale e NPR.