Le declinazioni di un sentimento

38 artisti, 31 scrittori, 23 curatori e 15 intellettuali. Il progetto MAP porta in Toscana “Voglio soltanto essere amato”. C’è spazio a non finire per festeggiare il nuovo anno (e la nuova direzione) dell’Ex3. Eppur ci manca un po’ il respiro. A Firenze fino all’8 aprile.

Robert Pettena - Ritmo Beat

Per comprendere MAP non basta visitare i locali di una mostra, né tantomeno sfogliare le pagine della rivista che all’ingresso vi sarà gentilmente offerta. Sotto questa superficie si cela un progetto estremamente complesso, che trova la sua più vitale espressione online, nel forum attivo sul sito web, in cui artisti, filosofi, letterati e scienziati si confrontano e costruiscono un percorso comune.
Occorre dirlo: questi programmi di collaborazione interdisciplinare vanno sempre più di moda, e la piattaforma virtuale offre le basi per un’espansione quasi illimitata. Questo superamento delle barriere linguistiche e culturali è un’occasione unica, ma può anche trasformarsi in un pericolo sottile, laddove il singolo contributo rischia di disperdersi nel rumore collettivo o, peggio ancora, nella genericità. Il successo di questi progetti si gioca tutto su un fragile terreno di confine, e l’attività del board di MAP ha così scelto di configurarsi come uno stimolo per la ricerca, piuttosto che come una guida. E qui risiede forse il suo maggiore punto di forza. Artisti e scrittori dialogano servendosi degli strumenti espressivi più genuini e consolidati; le opere da esporre non sono necessariamente realizzate per l’occasione, ma possono anche venire estratte da discorsi già sviluppati. Inevitabile che il risultato abbia i suoi alti e bassi, mescolando produzioni di certo rilievo con altre più discutibili, ma l’organicità dell’insieme compensa appieno i piccoli (e grandi) passi falsi.

Stefania Galegati Shines

L’allestimento nelle sale laterali dell’EX3 intralcia un poco questa realizzazione finale, se non altro perché la natura dei locali impone una distribuzione delle opere lungo un percorso obbligato, mentre l’originale disposizione al MAGA di Gallarate introduceva il visitatore a uno spazio più libero e aperto. Ovvio anche che l’impiego della sala centrale dell’EX3 per questo scopo sarebbe risultato non solo spropositato, ma in contrasto con i principi e gli obiettivi finora perseguiti con costanza dal voluminoso centro fiorentino per l’arte contemporanea.
Inevitabili due parole sull’argomento (ma solo due, ché ne occorrerebbe un vagone): “Voglio soltanto essere amato”. Molti gli artisti che, catturati dall’ultima parola, hanno un poco trascurato il valore profondo della frase (tratta dall’American Psycho di Bret Easton Ellis): e una bicicletta abbandonata contro un muro lo esprime forse meglio delle tante lettere d’amore, e dei tanti baci e amplessi che ci sono stati mostrati.

Simone Rebora

Firenze // fino all’8 aprile 2012
MAP – Voglio soltanto essere amato
a cura di Ruth Cats e Gabi Scardi
EX3
Viale Giannotti 81/83/85
055 6287091
[email protected]
www.ex3.it
www.map-project.com

CONDIVIDI
Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.