Se fossi un tedesco…

Utilizzando alcune fotografie realizzate nei primi anni ‘90, il grande fotografo Boris Mikhailov crea una farsa in cui si prende gioco dello stereotipo del soldato nazista, mettendone in mostra le intime debolezze. Alla galleria Guido Costa di Torino fino al 29 febbraio.

Boris Mikhailov – The party games - 1994

Le fotografie che compongono la mostra If I were a German… dell’artista ucraino Boris Mikhailov (Cracovia, 1938), sono un interessante esercizio immaginativo costruito attorno a un semplice, ma evocativo, abito di scena: una vecchia divisa nazista. L’artista, con la moglie e alcuni amici, è protagonista di una riflessione per immagini che si snoda come una farsa dai toni grotteschi attorno al tema dello stereotipo.
Se fossi un tedesco sarei bloccato su Wagner, si legge a fianco di una fotografia che mostra un uomo seduto a un pianoforte, vestito di un cappello dell’esercito tedesco e di un pigiama che non riesce a nascondere un’erezione, forse scatenata da un brano del grande compositore idolatrato dal Reich. Se fossi un tedesco avrei amato il mio padrone, invece, mostra un pastore tedesco che salta in braccio allo stesso uomo in divisa, suggerendo una similitudine tra la devozione, a tratti ottusa, dei cani nei confronti dei padroni e quella dei nazisti per il proprio Führer. If I were a German… è un lavoro complesso, denso, fortemente suggestivo, con il quale l’artista mostra se stesso come vittima e carnefice, ebreo e nazista, anticipando alcune delle tematiche che, nella sua opera più celebre – Case History (1997-98) –, verranno riprese sullo sfondo del crollo del regime sovietico.

Andrea Rodi

Torino // fino al 29 febbraio 2012
Boris Mikhailov – If I were a German
GUIDO COSTA PROJECTS
Via Mazzini 24
011 8154113
[email protected]
www.guidocostaprojects.com


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Andrea Rodi
Andrea Rodi nasce a Chieri (TO), nel 1980. Prima di laurearsi in Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino, con una tesi sulle influenze filosofiche nell’opera dello scrittore americano Paul Auster, ha vissuto per lunghi periodi negli Stati Uniti, a Londra e a Barcellona. Dal 2009 collabora con il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), per il quale ha curato le mostre Project: Lid for a Submerged Wolrd (2010), Silvio Vigliaturo. Amazzoni (2011) e Young at Art, I stay Here (2012). Negli ultimi due anni ha scritto per diverse testate nel settore dell’arte contemporanea. Attualmente, lo si può leggere su Artribune, Inside Art e sul sito Atlantidezine.it. I suoi articoli sono raccolti sul blog http://torinocult.com.