Minzi e il Biscione

Un serpentone imbottito invade gli spazi di Ex-elettrofonica. È l’ultimo progetto di Stefano Minzi, da anni alle prese con le magagne del potere, in particolare di quello berlusconiano. Fino al 3 marzo a Roma.

Stefano Minzi – Ouroborus - courtesy Ex-elettrofonica, Roma 2012

All’Ex Elettrofonica c’è un serpentone di stoffa imbottita di 17 metri che gira attorno alla colonna-albero centrale della galleria. Un mostro affascinante con la testa mozzata. A terra, poco distanti ecco quattro “teste” in forma di cuscino con i volti di Berlusconi, Craxi, Andreotti e Mussolini. Il lavoro è firmato da Stefano Minzi (Milano, 1976; vive a Roma), che chiude qui la sua produzione dedicata già da vari anni a Silvio Berlusconi. Lo incontriamo nello spazio e ci spiega che il serpentone è un ouroborus, serpente simbolo dell’infinito e dell’universo che si morde la coda e che quindi rappresenta la ciclicità degli eventi, qualcosa che muore e torna a rinascere.

Alle pareti, 17 maschere in pelle d’animale con gli occhi ritagliati ritraggono italiani famosi, 17 personaggi che secondo Minzi hanno combattuto, mettendo a rischio la propria vita, un sistema corrotto (da qui l’idea di utilizzare la pelle come materiale, nonostante l’artista sia vegetariano). Tra questi, Pier Paolo Pasolini, Sandro Pertini, Roberto Saviano, Carlo Giuliani, Gaetano Bresci e Antonio Gramsci.
Completa la mostra il libro di tavole surreali su Berlusconi intitolato The Giant Flip-Book. Come ho digerito un dittatore mediatico, del 2007.

Geraldine Schwarz

Roma // fino al 3 marzo 2012
Stefano Minzi – Ouroborus
a cura di Manuela Pacella
EX-ELETTROFONICA
Vicolo Sant’Onofrio 10-11
06 64760163
[email protected]
www.exelettrofonica.com


  • Cornelia

    Quando l’arte si politicizza qualcosa non va nell’artista….
    Povero Minzi…

  • LucaRossi

    Ma queste non sono le facce del Boresta?

  • US

    Eheheh, Luca Rossi questa è bella. Ogni tanto mi fai ridere.

  • adriano

    ma si può essere così banali e scontati?

  • LucaRossi

    Ah ah, Boresta e pure Polke de’ noantri