Il ritorno di Cagnoni. Tra fotografie di guerra e cave versiliesi

Partito dalla Versilia nel ’58 per approdare a Londra. Fotoreporter dal Vietnam al Kosovo. A Seravezza espone, accanto alle fotografie di guerra, quelle della natura versiliese. Siamo al Palazzo mediceo di Seravezza, fino al 9 aprile.

Romano Cagnoni - Sarajevo - 1992

Il malcostume italiano di guardare ad artisti stranieri con ammirazione e non sapere dell’esistenza di altrettanti autori italiani di livello: è il caso di Romano Cagnoni (Pietrasanta, 1935), che a Londra ha fatto scuola con le sue fotografie scattate nel bel mezzo di conflitti internazionali per documentarne gli effetti sugli uomini. Perché per Cagnoni la guerra è come una malattia che mette a nudo la vera anima degli esseri umani, costretti a rivelare loro stessi, liberando contraddizioni, paure e ansie. È stato il primo fotografo a restituire le scene di morte, tragiche e crude, del sofferente Biafra tra il 1967 e il ’70. Fotografo indipendente, viene ammesso per primo nel Vietnam del nord pur non essendo comunista, e là incontra Ho Chi Minh, di cui ricorda le parole: “In ogni ottimista c’è un buon rivoluzionario”. E infatti Cagnoni ha sempre cercato di estrapolare, dai territori martoriati, anche scatti meno tragici, quasi divertenti, come se fosse una sfida con la realtà feroce della guerra.

Ottavia Sartini

Seravezza // fino al 9 aprile 2012
Romano Cagnoni – Memorie sovvertite
PALAZZO MEDICEO
Via del Palazzo 358
0584 757443
[email protected]
www.terremedicee.it


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Ottavia Sartini
Ottavia Sartini (Viareggio, 1987) dopo la laurea in Storia e tutela dei beni artistici con una tesi su Guelfo Civinini, conosciuto giornalista di guerra ma dimenticato critico d’arte in attività dai primi anni del ‘900, continua la sua formazione per conseguire la Laurea in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Firenze. Sta muovendo i suoi primi passi nel mondo dell’informazione artistico culturale su Artribune ed altre testate a tiratura locale tra Firenze e la Versilia.
  • Gianni

    Cavoli, erano presenti decine di fotografi, potevate chiedergli di fare delle foto decenti!
    Le vostre immagini scadenti trasformano una mostra con ottime e suggestive (seppur tragiche) immagini in una sagra paesana dalla luce giallognola.
    Al palazzo Mediceo in contemporanea con la mostra fanno dei corsi di fotografia, perchè non approfittarne?

  • Cavoli, erano presenti decine di fotografi, potevate chiedergli di fare delle foto decenti!????
    ma stai parlando delle foto di romano in mostra??