(Gore) Vidal e il pino silvestre

La trasformazione, il rapporto tra sessualità e potere, il ruolo dei media nella società. Come fonti di ispirazione, un romanzo controverso e uno spot d’epoca. Francesco Impellizzeri torna a Roma, negli spazi di Whitecubealpigneto fino al 29 febbraio.

Francesco Impellizzeri – Non c’è Myra senza Vidal, 2012

Una sensazione di armoniosa e prorompente vitalità”. Era lo slogan del mitico bagno schiuma Vidal al pino silvestre. Uno spot degli anni Sessanta, che molti ricorderanno, alternava l’immagine rassicurante della famigliola felice a quella di un possente cavallo bianco, che corre a briglie sciolte in un’ipotetica prateria (in realtà lo spot fu girato vicino Roma, alle cascate di Monte Gelato, location usata anche per film come Lo chiamavano Trinità).

Francesco Impellizzeri (Trapani, 1958; vive a Roma) ha “occupato” il famoso carosello utilizzandolo come base iconografica per il suo nuovo progetto “Non c’è Myra senza Vidal”, che gioca abilmente sull’omonimia tra lo scrittore americano Gore Vidal, autore del romanzo Myra Breckinridge (1968), che diede scandalo per il suo modo diretto e anticonformista di affrontare il tema della sessualità, e la nota marca di bagnoschiuma. Il tema, su cui si basa un intero ciclo di mostre alla Whitecubealpigneto, è quello della trasformazione, affrontato dall’artista siciliano con quel misto di gentilezza e caustica ironia che è da sempre il suo marchio di fabbrica.

Valentina Tanni

Roma // fino al 29 febbraio 2012
Francesco Impellizzeri – Non c’è Myra senza Vidal
a cura di Geoffrey Di Giacomo
WHITECUBEALPIGNETO
Via Braccio da Montone 93
334 2906204
[email protected]
www.whitecubealpigneto.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.