Tutti gli inganni della pittura a Verona

Quante cose si possono dipingere in un quadro? E se poi queste cose vengono capovolte, stravolte, mescolate, a quale esperienza visiva siamo chiamati? Fingendo uno stile elementare, Sarah Verbeek ci introduce in un gioco vertiginoso di illusioni percettive. Alla Galleria Artericambi di Verona, fino al 21 gennaio.

Sarah Verbeek - Isabelle - veduta della mostra presso la Galleria Artericambi, Verona 2011

I dipinti di Sarah Verbeek (Amsterdam, 1974) sembrano imitare le convenzioni della pittura amatoriale: sono contaminazioni di pennellate impure ed esecuzioni meticolose, di improvvisazioni gestuali e cure pazienti dei particolari. Tutto quello che lei riesce a mostrare può essere sempre anche un’altra cosa, far affiorare nell’immagine visibile la visione possibile. La sua è una pittura aperta, capace di trasmettere la propria struttura colorata in qualcosa di somigliante a un segno, a una forma, a un emblema. Parlando del suo Isabelle dice: “Le figure sono schiacciate insieme. Si sono dilatate fino al punto in cui non possono più estendersi”. Hanno dato vita a uno spazio paradossale, irraggiante, multiplo. Forse il senso di questi lavori sta proprio nel fatto che colgono “i molteplici stati dell’essere” (soprattutto dell’essere della pittura), alla maniera dei grandi maestri fiamminghi. Lo conferma anche il wall painting in cui Verbeek dipinge un angolo della galleria, con il risultato che l’angolo si rovescia da dentro a fuori, da sprofondo a emergenza, dando l’illusione di un cubo.

Luigi Meneghelli

Verona // fino al 21 gennaio 2012
Sarah Verbeek – Isabelle
ARTERICAMBI
Via A. Cesari 10
045 88403684
[email protected]
www.artericambi.org


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Luigi Meneghelli
Laureato in lettere contemporanee, come critico d'arte ha collaborato e/o collabora a quotidiani (Paese Sera, L'Arena, L'Alto Adige, ecc.) e a riviste di settore (Flash Art, Le Arti News, Work Art in progress, Exibart, ecc.). Ha diretto e/o dirige testate culturali come Veronalive. Come curatore ha collaborato con spazi pubblici, tra cui Mart, Palazzo Forti, Museion e in occasione di mostre personali ha pubblicato saggi su Kantor, Novelli, Turcato, Vedova, Chiari, Fioroni, Boetti, Mambor, Masuyama, Hernandez, ecc. Ha curato mostre tematiche e di gruppo in Italia e all'estero, come La Pop Art Italiana, La Nuova Scuola Romana, L'Arte Povera, La Body Art. Si è interessato di Pubblic Art con esposizioni e dibattiti. E' stato selezionatore per il Triveneto delle nuove emergenze per riviste ed esposizioni. E' stato commissario italiano per la rassegna internazionale “Frontiera 92” (BZ) e commissario alla Biennale di Venezia (’93)… Insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Verona.
  • cretta

    ma non conosci Georges Rousse??
    documentarsi please…

    • Luigi Meneghelli

      Oddio!! Georges Rousse, quello che gioca con le anamorfosi pittoriche? Ma lui è un geometra, un “agrimensore” di spazi. Sarah VerbeeK, lo spazio lo prende a calci in culo, lo fa a pezzi, ci ficca dentro tutto e il contrario di tutto. Rousse è un meticoloso rimodellatore di ambienti, Verbeek una ilare “bad painter”….

  • Janneke Escher

    Sarah sta giocando con la realtà, lei aggiunge una quarta dimensione con colore nell’area in modo originale. Da qualche parte si muove nell’area dell’artista Maurits Escher

  • piero

    e il nome di Felice Varini non vi dice nulla?