Medio Evo site specific

“Le donne, i cavalieri, le armi e gli amori …”. Come eco dalla “Leggenda” ci sono elmi, scudi, corazze. Così un’intera galleria assume il volto di un campo di battaglia. Da Fluxia, a Milano, fino al 21 gennaio c’è il primo solo show italiano di Timur Si-Qin.

Timur Si-Qin - Legend - 2011 - still da video

A muovere la macchina progettuale di Legend è un viaggio nella provincia brindisina, Oria, città natale di Valentina Suma, gallerista di Fluxia. Fulcro, la pratica del tiro al bersaglio con armature medievali. E a comporre la scena dai tratti lugubri, macabri, tipicamente romantici, intervengono in maniera evocativa archetipi come “violenza”, “denaro”, “potere”, “legami affettivi”.

La personale di Timur Si-Qin, (Berlino, 1984) si distende attraverso una serie stratificata di installazioni, sculture site specific di corazze smembrate, lembi e sagome a brandelli. In scena anche il docu-film dell’insolita giornata al poligono di tiro delle galleriste, unica nota mobile dello scenario. E si specchia nel minimalismo assoluto degli spazi il silenzio assordante dei bellicosi arnesi. Come un teatro dimenticato. Come una poesia spenta.

Caterina Misuraca

Milano // fino al 21 gennaio 2012
Timur Si-Qin – Legend

FLUXIA GALLERY
Via Ciro Menotti 9
02 45474021
[email protected]
www.fluxiagallery.com


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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.
  • Mario

    il nulla.

  • Angelov

    Maria Antonietta , che aveva disposto di dare al popolo affamato delle Brioches in assenza di pane, cosa avrebbe risposto alla spinosa questione: cosa dare a degli intellettuali snob annoiati del XXI secolo? Ma un Kalaschnikov naturalmente.