La Transavanguardia. Tutta

Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino. Il gruppo di Achille Bonito Oliva installa a Palazzo Reale di Milano, fino al 4 marzo, 66 opere di grandi dimensioni. Tele che testimoniano passaggi non definibili, strati di ridondanze culturali.

La Transavanguardia italiana - veduta della mostra presso Palazzo Reale, Milano 2012

Le sale del primo piano, affacciate sul secondo cortile di Palazzo Reale, danno alla luce l’ultima imponente collettiva sulla Transavanguardia italiana. La mostra offre un percorso pittorico lungo e ben sezionato. Un evento denso e dunque degno di riflettere i supporti istituzionali che lo accompagnano (l’assessorato alla Cultura di Regione Lombardia; l’Assessorato Cultura, Expo, Moda, Design del Comune di Milano; Spirale d’Idee e Celebrazioni dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia). I cinque protetti di Achille Bonito Oliva, oggi chiamati “maestri”, spalancano le loro tele, le stratificazioni e i modernismi improrogabili della pittura per riportare in vita la carica formalizzata dei primi Anni Ottanta.
Manieristi del dissenso e disturbatori del meditativo minimalismo, loro predecessore, Chia, Clemente, Cucchi, De Maria e Paladino colorano le sale di Palazzo Reale invadendo i tre quarti dell’intera superficie verticale disponibile. La mostra mette in risalto in maniera complanare l’incredibile complessità dei differenti registri stilistici, livelli di lettura e di scrittura che hanno accompagnato la neoavanguardia per oltre quarant’anni. Il percorso è stato pianificato in crescendo, prevedendo anche, al proprio centro, una piccola sala per proiezioni documentaristiche.

Quindici opere per ciascuno degli artisti in mostra scandiscono le urgenze iper-affermatrici del movimento, emerso fin dal 1979 grazie agli spessori visivi contrastanti ma sovrapponibili dei suoi protagonisti. Dunque, mentre le prime sale spandono grazie agli astrattismi distesi di De Maria, Francesco Clemente e le sue terre lontane rimangono relegate verso la fine del percorso, superando i soggetti affabulatori di Chia e la grande sala dedicata ai lavori sabbiosi e runici di Paladino.
L’estrema, voluta concentrazione sintattica delle sale è, in realtà, motrice di un progetto espositivo più ampio, evento legato esternamente a La Transavanguardia italiana. La mostra di Palazzo Reale, infatti, comprende, a seguire secondo uno sviluppo di progressivo, cinque personali dedicate ai suoi protagonisti. Da Modena a Prato, da Catanzaro a Roma, i principali musei italiani daranno la possibilità, a nuovi visitatori, di assorbire quel sentimento di passaggio estetico e di avanzamento eclettico, oggi proprio delle 66 opere di grande dimensioni esposte a Milano (44 provenienti da musei, fondazioni, gallerie e collezioni private italiane, e 22 da musei e collezioni europee ).

Ginevra Bria

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Milano // fino al 4 marzo 2012
La Transavanguardia italiana
a cura di Achille Bonito Oliva
Catalogo Skira
PALAZZO REALE
Piazza del Duomo 12
02 875672
www.mostratransavanguardia.it


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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Antonio

    Bella mostra forse un pò troppo fitta .
    Fu vera gloria? ma dai si, io direi,anche se di breve gittata.
    Una dose di fortuna ci fu, l’attimo fu propizio senza dubbio.
    Forse fu l’ultimo periodo in cui la divisione tra primi e secondi poteva sembrare credibile : oggi il mondo dell’arte è più largo anche se ci vorrebbero ingannare con le classifiche fatte da riviste in ritardo o le vendite delle case d’asta.
    Alcune cose sono belle, vive e intense a tratti coraggiose :
    certo a distanza di anni non reggono il nuovo mondo, sfigurano
    davanti alla crisi.
    insomma non male ma non hanno visto lontano, hanno cavalcato l’onda .
    Però in quel momento hanno salvato la pittura e mi aspetto che oggi verranno fuori da quel campo cose ben più importanti , magari un po meno romantiche…
    Fate saltare gli argini alla pittura e queste cose saranno molto ridimensionate

  • Be……….la corte di Bonito è sempre alla ribalta

  • Ottimi lavori, notevole spessore, non perchè sia la corte di “Bonito” ma perchè sono stati coraggiosi è hanno osato, chiaro che la guida ha la sua influenza.
    Poi chi è immune, da condizionamenti, non fà parte dell’orchestra,
    fà il solista!!!!!!!!!!!

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      La transavanguardia, la più patetica delle tragedie contemporanee…