La Russia va in orbita

I russi guardano al cielo e, tra mitologia e fantascienza, cullano un’idea di futuro che abbraccia l’intero cosmo. Al Castello di Rivoli fino al 26 febbraio 2012 una riflessione declinata in sei sale celebra il cinquantenario del primo uomo nello spazio.

Anonimo - Untitled (Yu. Gagarin e N. Khruschev) - anni ’60 - coll. Multimedia Art Museum, Moscow

Una grande mostra accompagna il visitatore verso la comprensione dell’utopia del popolo russo, che ha origine in una teoria, il cosmismo, nata dal pensiero filosofico di Nikolaj Fedorov (1829-1903). Fedorov vedeva nell’operare comune e nei progressi della scienza sulla terra la premessa all’immortalità, preconizzando una reale risurrezione della nostra specie e  sognando di trasformare il pianeta in un grande elettromagnete. Una visione magica condivisa persino da Lenin.
La Russia si congiunge all’infinito nei suoi freddi paesaggi innevati e ghiacciati, e lo spirito dei suoi uomini accosta alla grave consapevolezza del contingente il desiderio di superare il materialismo per generare uno slancio verso l’assoluto del cosmo, nell’utopia di conquista che accenderà le menti di artisti quali Kazimir Malevich e Aleksandr Rodchenko, di letterati e grandi scienziati che dal celebre Konstantin Tsiolkovskij in poi hanno elaborato progetti e studiato soluzioni per viaggiare nello spazio.

Nikolai Suetin - Chemical. Gas - 1932 - coll. Nina Suetina

Nel testa a testa con gli Stati Uniti i primati della Russia non si sono mai fatti attendere, dal primo satellite lanciato in orbita nel 1957 al primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin,  che nel 1961 diviene eroe senza pari superando l’atmosfera terrestre e formando un’orbita ellittica intorno alla terra per un’ora e quaranta minuti, ispirando generazioni di adulti e bambini, e affollando lo skyline dei parchi giochi della Russia con profili di razzi e sputnik giocattolo da cavalcare sognando di diventare cosmonauti. Questa è anche la romantica immagine riportata in mostra dal giovane fotografo Ivan Mikhailov nella serie Giardinetti 2010.
La figura dell’astronauta viene celebrata da più artisti, ora con realismo e nostalgia, ora con risvolti scientifici, e negli ultimi decenni anche con feroce ironia, come avviene ad opera del gruppo dei Blu Noses. Un’occasione anche per scoprire “i centri dell’energia cosmica” di Pavel Pepperstein, delicati acquarelli che prendono le distanze dagli elaborati disegni tecnici e dai progetti tratti da archivi scientifici che custodiscono la storia dei viaggi spaziali e il segreto dei primi Sputnik, e dai video inediti che narrano la nascita del pensiero cosmico.

Ilya & Emilia Kabakov - Center of Cosmic Energy. Exterior of the central building (building No. 1). No. 7 –Mike Karstens Graphics Editions, 2003 - coll. Multimedia Art Museum, Moscow

La mostra si apre con un omaggio ad Alexey Schusev, l’architetto del mausoleo di Lenin, firmato da Yury Avvakumov, artista che ricostruisce la piramide nera con dei domino incastonati da Swarovsky che brillano come le stelle del cielo, ma che ricordano anche  l’inevitabile crollo dell’Uniove Sovietica. Il percorso poi si chiude con la gigantesca figura dell’uomo che ha realizzato il sogno del popolo russo, Gagarin, e la sua matita rossa che l’artista, nipote di un’astronauta, ha ricevuto in dono. Con questa ha inciso sul muro del Castello di Rivoli le fattezze dell’uomo che per primo ha attraversato lo spazio sconosciuto. La mostra include anche desideri privati, come quelli realizzati da Margo Trushina, che ha costruito la possibilità di godersi straordinari arcobaleni luccicanti attraverso la luce, il suono e la pioggia semplicemente sollevando una tenda e immergendosi nell’oscurità.

Barbara Reale

Rivoli // fino al 26 febbraio 2012
Russian Cosmos
a cura di Olga Sviblova
CASTELLO DI RIVOLI
Piazza Mafalda Di Savoia
011 9565222
[email protected]
www.castellodirivoli.org


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Barbara Reale
Barbara Reale è architetto (laurea e abilitazione presso il Politecnico di Torino), docente, e cultrice di filosofia e critica in ambito architettonico ed artistico. Da sempre ha affiancato all’attività nel campo dell'allestimento e della progettazione l’impegno nella didattica specializzandosi nell’approfondimento delle energie alternative e dello sviluppo sostenibile. Ha collaborato con la Fondazione Palazzo Bricherasio di Torino (2001-2004) in qualità di consulente didattica e docente per corsi di formazione post-laurea. Nel 2004 ha fondato Relentless Project, società specializzata in didattica museale multidisciplinare (arte, architettura, cinema). Ha collaborato con varie testate nazionali di arte ed architettura. E’ attualmente docente di Storia dell’Arte e Tecnologia. Dal 2011 fa parte della redazione di Artribune.