La natura morta è viva. E vegeta, a Tortona

Stessa città, stesso periodo di apertura, stesso tema, diversa regia. Curiose coincidenze dell’arte a Tortona, dove due mostre indagano la natura morta. Da Hayez fino ai Divisionisti l’una; tutta sul contemporaneo l’altra, che guarda un po’ alle Fiandre.

Compostiere caravaggesche per Paola Nizzoli Desiderato - Palazzo Guidobono, Tortona 2012

In questo periodo dell’anno, a meno di imbroccare la giornata giusta, la natura da queste parti sembra morta per davvero. La Bassa butta fuori tutta la nebbia che ha, con l’orizzonte che si abbassa bianchissimo; le viti spoglie che strisciano lungo le colline sembrano fili ingarbugliati. Terre toste, queste. Le terre di Giuseppe Pellizza (Volpedo dista una decina di chilometri); le terre di Fausto Coppi, che ha pestato sui pedali centinaia di volte seguendo a ritroso il taglio del Curone, salendo nelle valli Grue e Ossona.
Tortona, a suo modo, è una città di confine; nella maniera in cui – in fondo – può esserlo almeno un po’ ogni città d’Italia. Confine tra pianura e collina; confine tra Piemonte e Lombardia; confine tra un passato – anche recente – industriale e un presente che guarda al ritorno alla terra, tra vini ottimi e piccole produzioni di nicchia. Le vecchie fabbriche diventano spazi per l’arte e la cultura: l’ex cotonificio Dellepiane ha finito per aprirsi ai distaccamenti dell’Università del Piemonte Orientale; la fabbrica della Orsi è diventata spazio espositivo per le arti contemporanee.
Tortona, per qualche settimana ancora, concentra le proprie energie sulla natura morta. Due mostre curiosamente autonome, unite ufficialmente solo dal sostegno finanziario garantito dalla Fondazione della banca locale, finiscono per raccontare l’evoluzione del genere senza soluzione di continuità: dagli accademismi degli Hayez fino alle prove dei maestri contemporanei.

Compostiere caravaggesche per Paola Nizzoli Desiderato - Palazzo Guidobono, Tortona 2012

Il Palazzetto Medievale, sede della ricchissima Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona (Morbelli, Pellizza, Previati: una delle migliori collezioni sul Divisionismo oggi in Italia) accoglie La meraviglia della natura morta. Passate al setaccio le collezioni private e le gallerie d’arte moderna di mezza Italia, spuntano gli Hayez, gli Induno e gli Inganni; si chiude il cerchio, ovviamente, giocando in casa: immancabile Pellizza, ormai assunto – al pari di Coppi – a brand del territorio.
Poco distante, giusto il tempo dello struscio lungo la via Emilia, ed ecco in scena a Palazzo Guidobono le contemporanee Nature Redivive, raccolte lungo il binario tra Italia e Fiandre. Lo sguardo è decisamente rivolto al passato: Marzio Tamer sceglie la tempera su tavola; Paola Nizzoli Desiderato, splendida artigiana della cera, replica in 3d la canestra del Caravaggio; Henk Helmantel, il più rappresentativo degli stranieri invitati, omaggia Rembrandt e punta verso l’iperrealismo.

Francesco Sala

Tortona // fino al 19 febbraio 2012
La meraviglia della natura morta 1830-1919
a cura di Giovanna Ginex
Catalogo Skira
PALAZZETTO MEDIEVALE – PINACOTECA
Corso Leoniero 6
0131 822965
info@fondazionecrtortona.it
www.fondazionecrtortona.it
Tortona // fino al 19 febbraio 2012
Nature Redivive
PALAZZO GUIDOBONO
Piazza Arzano
348 4508047
mail@arcadiarte.org
www.arcadiarte.org


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.