Gagosian a pois. C’è Damien Hirst

Tutte le gallerie di Larry Gagosian, ai quattro angoli del globo. Tutte che aprono lo stesso giorno. Protagonista, l’ex Young British Artist e i suoi quadri a pois. E se le vedi tutte, vinci una stampa autografata. Occhio però, non si possono far foto.

Damien Hirst - 2011 - photo Anton Corbijn

Arancione, giallo, marrone, viola, rosso, rosa, grigio, verde e poi giù alla riga successiva, grigio, celeste, blu, rosso, giallo, verde, marrone, in un susseguirsi infinito di righe dritte, in fila per otto, per due, per dodici, a formare quadrati, rombi, rettangoli, o anche a riempire tutto il quadro, rigorosamente libero dalla cornice.
Fatevi sollecitare dai colori, lasciatevi stordire dalle forme tonde colorate, piccole e grandi, e magari chiedetegli un senso, ma non chiamateli “puntini” o “pallini”. Si chiamano “spot painting” e per Damien Hirst (Bristol, 1965), il celebre artista inglese che dal 1986 ne ha fatto un tratto della sua costosa arte, sono “un modo per immortalare la gioia del colore”.

Damien Hirst - Eucatropine - 2005 - © Damien Hirst and Science Ltd.

Il suo sogno di vederli tutti in un’unica mostra si è coronato ieri 12 gennaio 2012, grazie alle gallerie dell’eclettico Larry Gagosian, che da New York a Hong Kong, da Londra ad Atene, da Los Angeles a Ginevra passando per Roma, aprono simultaneamente agli spot painting, che per l’occasione escono dalle collezioni pubbliche e private (anche dalla collezione di Hirst) e si mettono in mostra tutti e trecento, dal primo su tavola del 1986 al più piccolo di dieci anni dopo fino al più recente dello scorso anno, dove in 25mila “pallini” di un millimetro di diametro, i colori “si dice” non sono mai ripetuti.
Nella sede romana della galleria di Gagosian, diciotto opere accolgono il visitatore. Nel bianco dello spazio, gli spot painting dialogano in dimensioni diverse, ma la domanda è sempre la stessa: che significano? Ci si deve accontentare di una dichiarazione di Hirst scritta solo nel comunicato stampa: “Sono da sempre un colorista, ho sempre amato profondamente il colore, voglio dire, lascio che il colore faccia il suo corso. Ecco quindi da dove nascono gli spot paintings – comporre la struttura che crea quei colori, e poi non pensarci più. Improvvisamente ho ottenuto ciò che volevo”.

Damien Hirst - Methoxyverapamil - 1991 - © Damien Hirst and Science Ltd

Puntini costosi, quelli in mostra a Roma, se si pensa che il range di prezzo varia dai 300mila euro al milione e mezzo. Ma l’evento unico è creato. L’attenzione al marketing è minuziosa. Non si scattano foto, non si girano video durante la conferenza, e anche le foto delle opere nelle loro diverse installazioni internazionali saranno selezionate dall’artista e poi diffuse solo in un secondo momento, dicono da Gagosian. Un lancio planetario per la prima importante retrospettiva sull’opera di Hirst prevista ad aprile alla Tate Modern di Londra.
Se nel frattempo volete provare a vincere una stampa firmata dall’autore con dedica personalizzata, potete partecipare al concorso che lo stesso autore ha lanciato su gagosian.com/spotchallenge. Come si fa a vincere? Bisogna vedere tutte le mostre nelle gallerie di Gagosian e stordirsi di pois colorati.

Geraldine Schwarz

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Roma // fino al 10 marzo 2012
Damien Hirst – The Complete Spot Paintings 1986-2011
GAGOSIAN GALLERY
Via Francesco Crispi 16
06 42086498
[email protected]
www.gagosian.com

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  • Gianfranco Mascelli

    Caro Gagosian, Piet Mondrian ha fatto di meglio e in tempi più critici, i puntini o, se preferisci, i pois, restano pois, e i colori dove li metti li metti restano pois, adatti a tovaglie, tende e quant’altro serve a coprire qualcosa, ma non stimola a coprire mobili, soprattutto a quei prezzi. Spero che si apra un dibattito serio a proposito

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  • Domenico Ghin

    Son più motivi per case di moda, magari da far sfilare su qualche passerella, anche perchè non sono le migliaia o milioni di pois tutti colorati diversamente e mai ripetuti che determinano un’ opera d’ arte, e nemmeno le dichiarazioni dell’ autore il quale afferma di essere stato sempre un colorista. Trovo invece molto più interessanti queste mostre dal punto di vista del marketing, come sa fare molto bene oltre che a Gagosian anche Damien Hirst stesso di cui a riguardo sono note le sue manovre di mercato con l’ acquisto da parte sua delle sue opere.