(Est)etiche: il discorso energetico si fa arte

Per una volta “x4” non ha a che fare con gipponi eleganti e spreconi, ma con carburanti di altro genere: Olivo Barbieri, Fabrizio Corneli, Rossella Biscotti e Michelangelo Consani. La Toscana è più verde. Sarà un caso che la città del Pecci sia Prato, in trasferta a Milano?

Michelangelo Consani - Dynamo project - 2010 - installazione interattiva

I navigli, ospitanti la sede milanese del Museo Pecci di Prato, straripano fino alla culla del Rinascimento italiano: Toscana x 4: progetti d’artista prolunga il più ampio Cambio di stagione, serie di opere scelte dalla collezione del museo.
Leitmotiv dell’allestimento è l’energia, che davvero fluisce da un ambiente all’altro. I suoni, variamente rumoreggianti, dei video e dei meccanismi oltrepassano le pareti e creano una composizione industrial, flebile all’ingresso e più definita all’approssimarsi delle sorgenti. Sostanza è dunque il sound, non semplice contorno alle immagini.
Energia come luce, come sforzo muscolare o come Chernobyl (già, l’energia sarà forza ma non salute). Chi più di tutti omaggia la Regione legata al progetto è Olivo Barbieri: il video Tuscany in 6 pieces evoca un volo in elicottero. L’elica è frastornante, il paesaggio dall’alto spennellato, i colori soleggiati e talvolta annullati. Il complesso monumentale di Pisa si alterna agli impianti di pannelli fotovoltaici.

Rossella Biscotti - Il sole splende a Kiev - 2006, video e dia proiezioni

Prima di questa gita, un uomo più angelico che vitruviano fa un po’ da portiere al museo. Ma al posto della matita c’è la luce e anche al posto della pergamena c’è la luce. Poiché essa, insieme all’ombra, è proprio l’ingrediente fondante nel lavoro di Fabrizio Corneli. Catturata, sprigionata, la luce riflette e fa riflettere.
Nel caso di Rossella Biscotti e di Michelangelo Consani emerge la necessità di fermarsi a riflettere sul concetto di responsabilità, ovvero l’energia in relazione al suo consumo. La Biscotti riesuma i tempi dell’informazione radio: la proiezione più esplicativa de Il sole splende a Kiev riporta la trascrizione di un’intervista del 1987 a Vladimir Shevchenko, tra i primi film-maker cui fu concesso di accedere alla zona rossa dopo il disastro di Chernobyl. Niente immagini clamorose, la solitudine della voce e la qualità precaria della registrazione avrebbero anzi lo scopo di tradurre la fragilità di un reporter, nient’altro che un uomo, davanti all’onere di dover rendere al mondo il resoconto di un momento storico cruciale.

Kenji Yanobe - Atom Suit Project. Antenna of the Earth

Dynamo Project di Consani sposta la timeline della mostra a cavallo tra Ottocento e Novecento, e di un sellino. La storia di Marshall Walter Taylor, ciclista più volte campione ma vittima di discriminazioni per la sua “abbronzatura” (qualcuno direbbe) è ricordata da un’installazione: pedalare su una bici fissata al suolo produce l’energia necessaria a illuminare la stanza attigua.

Lucia Grassiccia

Milano // fino al 7 gennaio 2012
Toscana x 4: progetti d’artista
MUSEO PECCI
Ripa di Porta Ticinese 113
[email protected]
www.centropecci.it


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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.