Da Pascali a Bertozzi & Casoni passando per Polignano

14esima edizione del Premio Pino Pascali. Quest’anno – anzi, l’anno scorso – i vincitori sono stati Bertozzi & Casoni. Che così si son guadagnati la personale nel museo di Polignano a Mare. Aperta fino a metà mese, e con protagonista la ceramica.

Bertozzi & Casoni - Ma - 2010 - ceramica policroma - courtesy Sperone Westwater Gallery, New York

Una straordinaria padronanza della tecnica, caratterizzata da un’attitudine sperimentale e da un’indubbia abilità mimetica che riesce a sfuggire alle quasi inevitabili insidie del virtuosismo: in poche parole, ciò che distingue il lavoro di Bertozzi & Casoni (Giampaolo Bertozzi, Borgo Tossignano, 1957; Stefano Dalmonte Casoni, Lugo di Romagna, 1961), un consolidato sodalizio artistico trentennale che ha fatto della ceramica il proprio unico materiale d’elezione.
Niente a che vedere con le cosiddette arti applicate, ma una sfida continua con la materia condotta con perseverante impegno, all’insegna dell’integrazione tra low e high, che offre al rifiuto destinato alla discarica lunga e nobile vita, che dà al reale il contrassegno dell’ambiguità, trasformando il banale quotidiano in qualcosa di straordinario.
Altri hanno immesso i rifiuti nella sfera estetica, solo loro hanno resa l’immondizia immortale e a noi piace credere che l’abbiano fatto con intenti in un certo senso edificanti. Da decenni ormai gli oggetti invadono le nostre vite, e ben presto, uno dopo l’altro, per consunzione o perché ormai divenuti inutili, ne vengono espunti. I rifiuti sono un grave problema del mondo contemporaneo: ambientale, economico, politico, sociale. Ma Bertozzi & Casoni hanno dato a ciò che di solito si butta via una nuova vita, tessendo – come ha scritto Franco Bertoni  – quasi “un’epopea del trash”.

Bertozzi & Casoni - Madonna scheletrica - 2003 - ceramica policroma - courtesy gli artisti

Imballaggi ormai alla fine del loro ciclo vitale, ma anche avanzi di cibi destinati alla pattumiera: la mimesi è perfetta, a dir poco maniacale nei dettagli e nell’organizzazione della messa in scena. La mimesi non è tuttavia fine a se stessa, ma è il tramite che Bertozzi & Casoni usano per confezionare nature morte di un tipo particolare, quello della vanitas, allusione alla finitezza della vita umana e insieme monito a prenderne coscienza. Al netto di falsi moralismi e con una verve ironica che induce alla riflessione attraverso l‘arma dello stupore.
A Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni è stato assegnato il XIV Premio Pino Pascali,  intitolato all’artista di origini pugliesi scomparso prematuramente nel 1968, mentre una mostra curata da Carlo Berardi e Jason Lee e allestita nel Museo Pino Pascali a Polignano a Mare ha presentato – attraverso una selezione di opere dell’ultimo decennio – un’immagine efficace  del lavoro dei due artisti che, secondo la  giuria del premio – costituita da Rosalba Branà, Giusy Caroppo, Carlo Berardi, Annalisa Milella – hanno  rinnovato “la ricerca formale della ceramica in chiave concettuale e iper-realistica”, rappresentando attraverso l’integrazione tra artificio, mimesi e ironia “una realtà post-consumistica logorata e imprigionata nell’universo della simulazione”.

Lia De Venere

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Polignano a Mare // fino al 15 gennaio 2012
Premio Pino Pascali 2011 – Bertozzi & Casoni
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
Via Mulini 2
080 4249534
www.museopinopascali.it


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Lia De Venere
Lia De Venere è critico d’arte, curatore e docente ordinaria di Storia dell’arte contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Bari e a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari. Ha lavorato e svolto attività di ricerca presso musei e istituzioni pubbliche in Italia e in Francia e pubblicato saggi e articoli sui rapporti tra artisti e galleristi, su giovani scultori italiani, su artisti contemporanei italiani e stranieri. Ha collaborato a una monografia sull’opera di Pino Pascali, edita da Laterza (Bari 1983; nuova edizione ampliata, Electa, Milano 2010) e scritto i lineamenti di storia dell'arte in un manuale di disegno per i licei scientifici (Laterza, 1988). Oltre a numerose mostre personali in gallerie private, ha curato diverse rassegne (e i relativi cataloghi) per enti pubblici e istituzioni culturali in Italia e all’estero (Stoccarda, Bratislava, Londra). Collabora a Il giornale dell'arte e a riviste d’arte contemporanea (Segno), a Il Sole 24 Ore online e…ovviamente a Artribune.
  • mario

    Che pena!