Arte a pelle

Triennale di Milano, piano terra, ala adiacente all’ingresso. Un ricco percorso espositivo restituisce un’immagine di bellezza al significato rappresentativo di pelle. Tra laboratori e ritrovati, tra Lautrec e Balla, tra Penone e Man Ray, tra Munari e Gligorov.

Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza - veduta della mostra presso la Triennale di Milano, 2012

Accompagnata dal colore viola, la mostra Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza prende vita come un discorso nell’arte. Un dialogo iconografico dedicato – per la prima volta in Italia – al concetto di pelle e alla rappresentazione della bellezza.
Alla Triennale di Milano, con il supporto di Boots, marchio inglese del benessere, sfilano secondo diversi ordini tematici: moderno e contemporaneo, bellezza e segreti di bellezza, disegni e video, riproduzioni e dipinti originali; tutte dimensioni assemblate nel segno della ricerca e dell’identità. Il percorso allestitivo è fitto, sebbene suddiviso in sei sezioni che scandiscono il tema della pelle vista come mezzo di intervento della visibilità e della creazione.
Ogni parete fornisce informazioni tecniche, storiche, scientifiche e aneddotiche sovrabbondanti grazie all’inserimento di pannelli multidisciplinari. La prima sezione è intitolata La scoperta della pelle e presenta alcune sculture settecentesche dell’anatomista Anna Morandi assieme ad alcune miniature di Ettore Sobrero. Il percorso prosegue con il Paradiso dell’igiene messo in contrapposizione all’Inferno della pudicizia. Attraverso Sam Shaw, Mel Ramos e John Kacere si indagano i meccanismi ultraigienisti e marchingegni moderni preposti all’attuazione della bellezza.

Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza - veduta della mostra presso la Triennale di Milano, 2012

Passando attraverso il tunnel dei mostri, viene presentato un video frutto del montaggio di sequenze cinematografiche dove la pelle è protagonista di mostrificazioni. Successiva, con il titolo Volto della bellezza, il ruolo della pelle, prende forma una sezione di ampio respiro che, attraverso il binomio tempo/bellezza mette in relazione un gesso di Canova, un dipinto di Balla e un paravento Art Nouveau di Alfons Mucha accostati alle visioni di Odilon Redon, di Alberto Martini e di Adriana Bisi Fabbri.
Al termine di questo lungo spaccato sul viso della donna e sulle sue trasformazioni, la mostra mette in luce le donne di Man Ray, con un gruppo di fotografie in bianco e nero datate dagli Anni Venti ai Quaranta, per arrivare alla bellezza iconica di Marilyn (1967) e di Ladies and Gentlemen di Andy Warhol, nonché alla strana Maquette for Monica in the Bedroom di Wesselmann.

Tra le presenze contemporanee spiccano le opere di Giuliana Cunéaz, con l’installazione Corpus in Fabula (1996) di oltre due metri d’altezza, assieme ai lavori di Gligorov, Serrano e Nishikawa. Infine è possibile vedere: una Tavola Tattile di Munari, gli arti sottratti di Penone, il Manifesto del Tattilismo di Marinetti e, proprio di fronte, l’insolito video di Marinella Pirelli.

Ginevra Bria

Milano // fino al 19 febbraio 2012
Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza
a cura di Pietro Bellasi e Martina Mazzotta
TRIENNALE DI MILANO
Viale Alemagna 6
02 724341
www.pelledidonna.boots-laboratories.it


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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.