Ancora metafisica… (ma del paesaggio romantico)

Nel seminterrato di Palazzo Ducale a Genova, Antonio Nunziante porta una serie di dipinti pensati per l’occasione. Un “viaggio parallelo” (a quello di van Gogh e Gauguin), giocato sui confini dell’emulazione. Fino al 22 gennaio.

Antonio Nunziante - Quel mattino

Stavolta Vittorio Sgarbi non dovrà proteggerlo dall’accusa di emulare de Chirico. Nella concomitanza con la mostra su van Gogh e Gauguin, Antonio Nunziante (Napoli, 1956; vive a Giaveno) cambia registro e si confronta con i temi del viaggio e del paesaggio, intesi nella loro accezione più “romantica”. Marco Goldin, curatore della mostra, mette però subito le mani avanti: spiccano così i nomi di Friedrich e Turner, cui andrebbero aggiunti Fattori, Monet e molti altri.

L’eclettismo di Nunziante si nutre di una straordinaria abilità tecnica, che a tratti ne confonde l’identificazione, se quell’attenta cura delle suggestioni luminose non ne tradisse il “marchio di fabbrica”. E alla lunga riemergono pure i grandi amori: in primo luogo Böcklin e quel gusto magrittiano che contribuiscono certo a tenere alta la “liquidità” della sua pittura.

Simone Rebora

Genova // fino al 22 gennaio 2012
Antonio Nunziante – Paesaggi della luce
a cura di Marco Goldin
PALAZZO DUCALE
Piazza Matteotti 9
010 5574000
[email protected]
www.palazzoducale.genova.it


CONDIVIDI
Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.
  • cretta

    che pesantezza