Transiti e dimenticanze: dagli oggetti alle “cose”

Alla Galleria Bagnai di Firenze, fino al 6 febbraio Vittorio Messina prosegue la sua ricerca sul tema della città. Un’unica installazione fortemente suggestiva, ma che gioca su termini già noti, e con forse eccessiva astuzia.

Vittorio Messina - Transiti e dimenticanze - photo Lorenzo Michelini

Un’unica grande parete trasformata in pavimento. Così Vittorio Messina (Zafferana Etnea, 1946) presenta la sua “poetica delle cose”, distinte dai semplici oggetti d’uso perché “dotate di una storia”. E dall’immobilità dell’installazione, la dimensione temporale emerge nell’accostamento di cose “nuove” e “vissute”; il particolare, affrancandosi da ogni imposta “globalità”, diviene guida nella percezione dell’“abbagliante apparenza del reale”. Splendidamente adatto allo scopo, il piccolo locale immerge il visitatore in una luce diffusa che disorienta, ma offre anche straordinaria chiarezza di visione. Solo un poco delusi lascia l’effettivo spessore filosofico dell’opera, presentata in termini certo suggestivi (“teleologia dell’indeterminazione”, “passione tautologica”), ma che paiono forse un gioco d’astuzia, un abile confondere le carte.

Simone Rebora

Firenze // fino al 6 febbraio 2012
Vittorio Messina – Transiti e Dimenticanze
ALESSANDRO BAGNAI
Via del Sole 15/r
055 6802066
[email protected]
www.galleriabagnai.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.