Tra l’opera e la sua cornice

L’arte come luogo d’interazione. Cecé Casile, corniciano, ospita nella sua bottega di tradizione fabbrile l’opera viscerale di Giuseppe Spagnulo, in un crescendo di interpretazioni suggestive. A Milano, fino al 21 gennaio 2012.

Giuseppe Spagnulo nel suo studio - photo Dario Lasagni

Corniciaio di professione, Cecé Casile organizza mostre all’interno della sua bottega: un modo per condividere affinità e percorsi con artisti e amici. Giuseppe Spagnulo (Grottaglie, 1936; vive a Milano) è stato così invitato a fondere la propria arte con l’artigianalità del “padrone di casa”. Per l’occasione, l’artista pugliese ha realizzato una serie di carte con interventi corposi, materici. Sabbia vulcanica, ossido di ferro, carbone e rosso cadmio si intervallano a lacerazioni che, nella veemenza del gesto, squarciano la superficie. La viscerale intimità di ogni singola opera viene custodita dalle cornici che Casile ha appositamente realizzato: un’integrazione che si definisce nell’interpretazione del lavoro di Spagnulo e nella sintonia di linguaggio che va creandosi tra opera e contenitore.

Serena Vanzaghi

Milano // Fino al 21 gennaio 2012
Giuseppe Spagnulo – Ritratto della mia Diletta
a cura di Cecé Casile e Azalea Seratoni
LA BOTTEGA DI CEC
E’ CASILE
Via Solari 23
02 89401049
[email protected]


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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.