La morte di Maurizio Cattelan

Politica, sesso e cospirazioni. Non sono gli ingredienti di un film, ma della mostra di Roee Rosen “Out / The death of Cattelan”. Alla galleria Riccardo Crespi di Milano, fino al 28 gennaio.

Roee Rosen - The death of Cattelan - veduta della mostra presso la Galleria Riccardo Crespi, Milano 2011

Tempo, attenzione e concentrazione per cercare un livello sommerso, non immediato. Ecco cosa chiede Roee Rosen (Rehovot, Israele, 1963) al visitatore. Entrambi i piani della galleria Riccardo Crespi, infatti, sono occupati da lavori di comprensione non immediata. I segni rossi e blu che fanno da filo conduttore nei collage di The death of Cattelan non sono dunque correzioni con la matita che usavano i professori al liceo, bensì strumenti che consentono di individuare in testi disparati una storia dal carattere cospiratorio, in cui Cattelan è comparsa, non protagonista. Al piano inferiore il video Out (Tse), premiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si avvia come un documentario per trasformarsi in una scena sadomaso quasi grottesca, seppur non recitata, che diviene anche riflessione politica e storica.

Marta Cereda

Milano // fino al 28 gennaio
Roee Rosen – Out / The death of Cattelan
Testo critico di Antonio Somaini
RICCARDO CRESPI
Via Mellerio 1
02 89072491

[email protected]
www.riccardocrespi.com

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.
  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    NULLA DI NUOVO SOTTO IL SEGNO DELL’ARTE DI CATTELAN !!!

    Nulla di nuovo sotto il segno dell’arte!
    La cospirazione, il sesso, la politica e la negatività sono il segno inconfondibile di tutta l’arte del ‘900. Osservare questi collage in mostra, è come passare ore ed ore davanti alla TV a guardare immagini demenziali, film gialli, sesso e scene sadomase, dove l’ovvio e l’inutile conduce la sua monotona danza macraba.

    Altro che riflessione storica e politica della realtà ! Intendo per riflessione, il contenuto effettivo di una pratica dell’arte significante, capace di interpretare il mondo e comunicare istanze alternative di trasformazione del reale.

    Come sempre accade nel monotono sistema dell’arte, la riflessione critica e il contenuto effettivo dell’opera sprofonda, inevitabilmente nell’obnubilazione dell’olimpo dell’arte. Così, tutto rimane offuscato e incomprensibile?

    D’altra parte, un qualsiasi artista per poter assumere un ruolo di prestigio – in questo monotono e covenzionale sistema dell’arte in cui opera – deve comunque trovare, sempre il modo di sopravvivere e di offuscarsi dietro una maschera, per essere accettato e rimanere intoccabile nell’ovattato e ricco olimpo dell’arte.

    Un mondo a sé, innaturale, privo di sostanza di vita reale, in cui è impossible, costruire una concreta comunicazione, in cui l’artista si trova a dialogare solo con se stesso e gli addetti ai lavori. Si trova spesso smarrito, alienato nel gioco dell’arte, negli intrighi del mercato e separato dalla collettività.

    Ecco perchè queste pupazzate ironiche dalle parvenze grottesche, non sono altro che la rappresentazione del vuoto esistenziale, della noia dolorosa che emana questo olimpo dell’arte o sistema dell’arte.

    L’arte così viene resa impotente, dematerializzata e ridotta a mero oggetto inerte, da vendere dentro la regola d’oro del neo-liberalismo finanziario. Un’arte il cui linguaggio è incapace di produrre effettivi e concreti elementi crtici di comunicazione e trasformazione delle odierne forme di vita alienate (comportamenti e stili di vita stereopati) imposte alla collettività dal potere finanziario e dalla dittatura devastante dell’odierna cultura e spettacolo di massa.

  • mario raviele

    condivido interamente….contesto l’arte come stupore a favore di un’arte come riflessione che si oppone all’attuale sistema critico-curatoriale-fieristico-mercerizzato-galleriale in un sistema capitalistico-finanziario che vede l’opera d’arte e la cultura in generale attraverso il buco di una carta moneta………

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    Grazie, Mario Raviele, sono pienamente d’accordo…

  • assunta

    E’ l’insieme del sistema, da tempo , che avrebbe dovuto essere demolito , un sistema fatto di biechi e turpi meccanismi che si posano la’ dove osano critici,galleristi,pseudo-studiosi ,dalla variopinta ed ingarbugliata linguistica italiana …….Lo stupore di Cattelan e’ sinonimo di incredulita’ ,sbigottimento ,sconcerto, posto in un contesto del disorientamento della societa’ intorpidita e stordita da pochezze e frivolezze e nullita’. Per cui l’opera di Cattelan arriva la’ dove , torpidamente , si e’ prefisso voler arrivare.Buonasera
    a Voi!

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Assunta, arriva con esemplare leggerezza e rapidità, nei cimiteri-obitori, nei salotti della finanza e nei blob dell’insignificanza…

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      LA CORTE MONDANA DELL’ARTE BORGHESE

      A partire da subito il defunto dovrà scontare 5 anni di Purgatorio grigio e 300 anni di inferno duro.

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    Mi dispiace per voi sapientoni sostenitori di Maurizio Cattelan, se vi annuncia la sua morte e vi invita a una MESSA, non funebre però, piuttosto ad una MESSA IN SCENA !

    Ridicola e priva di senso.

    Per favore non fate quelle facce tristi ! Si tratta solo di un ometto che fischiettando si reca nel museo-obitorio.