La Guggenheim si racconta. E apre le porte a nuovi ospiti

Ricerca e valorizzazione della collezione. L’impronta di Luca Massimo Barbero lascia ancora una volta il segno alla Guggenheim di Venezia. Con la terza edizione di “Tema & Variazioni” e una personale di Gastone Novelli.

Gastone Novelli scrive sul retro delle proprie opere - la Biennale è fascista - Biennale del 1968

Tema & Variazioni giunge alla sua terza edizione. Dopo l’arte del dopoguerra, e l’analisi del percorso che dal segno approda all’azzeramento, è il turno della scrittura e dello spazio.
La mostra si apre con una sala dedicata alle lettere, dove le dinamiche parole in libertà dei collage di Carrà (Manifestazione interventista ed Inseguimento) o quelle più sfuggenti di Picasso (Pipa, bicchiere, bottiglia di Vieux Marc) si ritrovano a dialogare con le suggestive e soggettive frasi di Vincenzo Agnetti (Dimensione è mente che si sposta e Quando ti vidi non c’eri) o con i lavori di Lawrence Weiner, il cui linguaggio espressivo tende a mutarsi in scultura nella mente dell’osservatore.
Futuristi e Cubisti condividono la stanza con artisti del Concettuale. Un accostamento azzardato? No, è proprio questo fecondo scambio di battute tra opere del primo Novecento della Collezione Guggenheim e quelle di artisti più vicini alla contemporaneità che rende forte negli anni la curatela di Luca Massimo Barbero.

Lawrence Weiner - Senza titolo - 2006 - photo Luciano Romano

Si procede nelle sale successive con altre varianti del tema principale: le minimali geometrie neoplastiche di Mondrian sono affiancate a quelle ritmiche e coinvolgenti di Castellani; la pittura gestuale e all-over di Pollock fa da contraltare a quella magnetica e ipnotica di Rudolf Stingel; lo specchio del dipinto di Sironi, ancora simbolo di vanità e bellezza, dialoga con quello reale di Pistoletto; i corpi celesti dipinti da Rufino Tamayo sono accostati a quelli suggeriti dai led di John Armleder.
Chiude la mostra la sezione dedicata a Gastone Novelli (Vienna, 1925 – Milano, 1968) e al suo legame con la città di Venezia. Oltre ai taccuini degli anni ‘60, con gli schizzi ispirati alla laguna, sono esposti alcuni lavori inediti realizzati a Venezia, uno dei luoghi prediletti dall’artista per proseguire le sue indagini, cominciate in Grecia, sulle origini della civiltà occidentale. Il suo tratto leggero e incerto sembra evocare geroglifici di popoli primitivi, ma quando si fa più sicuro e incisivo pare richiamare i conflitti e le lotte politiche della modernità.

Gastone Novelli - Il vocabolario - 1964

Il graffitismo e le capacità narrative con cui approccia all’Informale lo resero un indiscusso protagonista dell’arte italiana degli anni ‘50 e ‘60. Indimenticabile la sua partecipazione alla Biennale del ’68, quando in segno di protesta contro l’entrata della polizia ai Giardini decise di girare contro il muro le proprie opere, alcune delle quali (Un omaggio a Che, Lotta, fallimento, nuova lotta, Guerra alla guerra) sono presenti in mostra.

Elisabetta Allegro

Venezia // fino al 1° gennaio 2012
Temi & Variazioni. Scrittura e Spazio | Gastone Novelli e Venezia
a cura di Luca Massimo Barbero
PEGGY GUGGENHEIM  COLLECTION
Dorsoduro 701
041 2405411

[email protected]
www.guggenheim-venice.it

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Elisabetta Allegro
Elisabetta Allegro (Camposampiero, 1985, vive a Padova) è neolaureata in Arti Visive (Laurea Magistrale) all’Università di Bologna. Ha studiato Storia e Tutela dei Beni Culturali presso l’Università di Padova ed ha seguito il Corso di Art Management tenuto dal Centro d’Arte Contemporanea A+A (Centro Espositivo Pubblico Sloveno) di Venezia. Si interessa all’Arte Californiana degli anni Sessanta (Lowbrow Art e controcultura, Psychedelic Rock Poster Art, Underground Comix e Kustom Kulture). Ha collaborato ad alcune mostre che hanno avuto luogo nella città di Padova.