I passaggi segreti di un paesaggio

La matematica non sarà un’opinione, ma l’arte sì. Se sommiamo i valori dei singoli artisti presenti alla collettiva “Quelli che restano”, allo Spazio Oberdan di Milano fino a fine gennaio, il risultato dovrebbe essere stratosferico. Eppure…

Loris Cecchini

Una bella manciata di artisti lombardi, molti lavori nuovi, un tema attuale: le premesse ci sono tutte perché una mostra come quella presentata allo Spazio Oberdan possa rappresentare un momento alto della programmazione culturale milanese. In realtà, a fine percorso, si ha la sensazione di un’occasione mancata; perché se la locandina ci fa brillare gli occhi grazie a nomi altisonanti come quelli di, per esempio, Loris Cecchini (Milano, 1969), Alberto Garutti (Galbiate, 1948) e Mario Airò (Pavia, 1961), all’interno queste “architetture surreali” – come le definisce il curatore Mimmo di Marzio – “create per far interagire lo spettatore con uno spazio fisico e mentale”, sembrano troppo deboli, poco credibili, sospese come sono fra il “già visto” ed una poetica di maniera. Complice anche, va detto, un allestimento fiacco, viziato dal grigiore della moquette da ufficio di queste sale.

Max Mutarelli

Milano // fino al 29 gennaio 2012
Quelli che restano
a cura di Mimmo di Marzio
SPAZIO OBERDAN
Viale Vittorio Veneto 2
02 77406302
www.provincia.milano.it/cultura


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Max Mutarelli
Massimiano Mutarelli nasce nella primavera del 1977 a Lambrate, quartiere storico di Milano. A vent’anni, con l’iscrizione all’Accademia di Brera, corona il sogno di poter entrare nel magico mondo dell’Arte. In realtà è un periodo turbolento, sospeso fra gli esami ed i primi lavori da redattore, di giorno, e di barista, la notte, ma nonostante tutto riesce a prendere quelle poche gocce di splendore che l’accademia riesce a regalare: grazie ad Alberto Garutti ed a Francesco Poli affina le proprie conoscenze intorno al cruciale mondo dell’arte contemporanea, mentre continua a scrivere per alcune testate sul web. Laureatosi in Arti Visive con una tesi sul rapporto fra politica e fascismo, dopo un master in pedagogia dell’arte sta cercando di concludere il suo percorso di studi specializzandosi in Discipline artistiche ed archeologiche presso l’Università di Verona, sempre alternando i libri alle docenze occasionali in vari master universitari, alle collaborazioni con riviste ed alla gestione di un noto pub all’avanguardia
  • bisogna capovolgere la frittata…la matematica è un opinione, l’arte invece no!

  • la matematica è un’opinione. Unica. Per farsi un’opinione ci vuole arte….

  • SAVINO MARSEGLIA (artista)

    E’ si dice di “architetture surreali per far interagire lo spettatore con uno spazio fisico mentale” ? E poi dicono di arte alienata di questo sistema e parlano di disagio mentale e fisico !