Bolle di sapone

Nel freddo inverno berlinese, una spettacolare installazione di Tomas Saraceno allestita all’Hamburger Banhof fino a metà gennaio. Da non perdere.

Thomas Saraceno - Cloud Cities - veduta della mostra presso l’Hamburger Banhof, Berlino 2011 - photo Chiara Di Stefano

Questo inverno, entrando all’Hamburger Banhof, vi sembrerà di trovarvi nella Turbine Hall della Tate. Lo spazio, meravigliosamente ricavato rispettando l’archeologia industriale di una ex stazione dei treni, è per la prima volta occupato da un solo artista, proprio come è consuetudine del museo inglese. Tomas Saraceno (San Miguel de Tucumán, 1973; vive a Francoforte), che si ricorda per la partecipazione alla Biennale del 2009 con la megainstallazione di ragnatele al Palazzo delle Esposizioni (ex Padiglione Italia), presenta una rielaborazione dello stesso soggetto in scala ancora maggiore.

A differenza dell’opera del 2009, il reticolato berlinese non occlude lo spazio praticabile, anzi si lascia attraversare con facilità. Una ulteriore novità risiede in alcune bolle di grandi dimensioni ancorate a terra da altrettante sfere piene d’acqua, integrate con piante vere e in alcuni casi praticabili.
Questo lavoro di Saraceno è un’efficace unione fra suggestioni legate alle architetture utopistiche stile Archigram e quell’approccio ludico all’arte contemporanea che riesce a coinvolgere anche il pubblico meno “esperto”.

Chiara Di Stefano

Berlino // fino al 15 gennaio 2012
Thomas Saraceno – Cloud Cities
a cura di
Britta Schmitz
HAMBURGER BANHOF
Invalidenstrasse 50-51
+49 030
39783411
[email protected]

www.hamburgerbahnhof.de


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Chiara Di Stefano
Chiara Di Stefano (Roma, 1984) è dottore di ricerca in Teorie e Storia delle Arti. Docente e curatrice indipendente, vive tra Udine e Venezia. Si interessa di storia della Biennale di Venezia, arte americana e nuove tecnologie applicate alla didattica museale. Attualmente collabora con Artribune, Giudizio Universale e NPR.
  • mario

    “è per la prima volta occupato da un solo artista, proprio come è consuetudine del museo inglese”

    a dire il vero in quello spazio dell’hamburger bahnhof ci sono personali già da un bel pò di tempo, le ultime due prima di Saraceno sono state di Richard Long e di Carsten Höller.

    comunque veramente da non perdere!

    • Chiara Di Stefano

      caro mario
      grazie dell’informazione.
      io non ero mai stata prima e mi sono riferita al comunicato stampa dell’Hamburger. ovviamente felice di rettificare!

  • Aggiungerei quella antologica, diventata storica, di Joseph Beuys, non troppo tempo fa. Bisognerebbe cercare dei video, magari addirittura in biblioteca – a Berlino usa – impressive per me, per i berliner e per tutti i fortunati arrivati dai 4 angoli del pianeta!