Tra fragilità e testimonianza

“L’inquilino del terzo piano”, personale di Piotr Hanzelewicz, evidenzia, sul filo della narrazione polanskiana, il sentire di uno straniero in patria. Luci soffuse e atmosfere fredde quanto romantiche accompagnano in un percorso epifanico e rivelatore. A Città Sant’Angelo fino all’8 dicembre.

Piotr Hanzelewicz – La banalità del bene - 2011

La mostra di Piotr Hanzelewicz (Lodz, 1978) è strutturata su tre piani differenti, ma continuamente comunicanti. La prima sala vede troneggiare un cervo, come trofeo di caccia – stereotipo dell’immaginario nordico – e come tatuaggio sulla schiena dell’artista, immagine senza radici che letteralmente entra sottopelle. La seconda sala trascina in una dimensione più raccolta e onirica, dove opere come Per avere un posto tutto mio – affascinante esempio di vita in condizioni sfavorevoli – e La banalità del bene palesano un’espressività poetica intensa, volutamente sottile e mai retorica. L’ultimo ambiente si divide tra la ricostruzione di una pizzeria, ambiente oggettivo e spersonalizzato dove convivono insieme immagini care e acquisite, e il nascosto angolo di Operazione Arecacea. L’opera, testimonianza dei percorsi della mostra, cerca un metaforico punto d’unione tra la nostra società occidentale, svuotata e stanca, e le palme infestate dal punteruolo rosso.

Gianmaria de Lisio

Città Sant’Angelo // fino all’8 dicembre 2011
Piotr Hanzelewicz – L’inquilino del terzo piano
a cura Enzo De Leonibus
MUSEOLABORATORIO – EX MANIFATTURA TABACCHI
Vico Lupinato 1
085 960555
[email protected]
www.museolaboratorio.org