Superfici magnetiche. Il segno-colore di Tancredi

Un nucleo di opere tra le più rappresentative della produzione di Tancredi è in mostra negli spazi di Matteo Lampertico a Milano. Le stesse opere che, a New York nel 1958, sancirono oltreoceano la fama dell’artista di Feltre. Fino al 23 dicembre.

Tancredi - Giardini di Venezia - 1957 - olio su tela

1955-57: un biennio cruciale per Tancredi (Feltre, 1927 – Roma, 1964), sia da un punto di vista stilistico che di affermazione professionale. Sono gli anni della vicinanza a Peggy Guggenheim che, di lì a poco, avrebbe organizzato la prima personale dell’artista a New York, alla Saidenberg Gallery. Le opere oggi esposte da Matteo Lampertico ricostruiscono l’esposizione newyorchese, riproponendone il nucleo originale su cui, sino ad ora, erano pesati alcuni interrogativi. Un’apertura internazionale anche nello stile pittorico, incentrato su una sempre più evidente frammentazione del segno e su un cromatismo lucente, elemento trascinante nelle tele. L’energia del tratto, abbinandosi alle vibrazioni luminose, crea una nuova armonia. Che corrisponde a uno dei periodi più felici della produzione di Tancredi.

Serena Vanzaghi

Milano // fino al 23 dicembre 2011
Tancredi – Natura e Spazio. Opere dal 1955 al 1957
Testo critico di Francesco Tedeschi
Catalogo Silvana Editoriale
MATTEO LAMPERTICO
Via Montebello 30
02 36586547
[email protected]
www.matteolampertico.it


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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.
  • Cristiana Curti

    Sublime mostra. Sublime Tancredi, straordinari gli inediti 7 “Saidenberg” e altrettanto belle le scelte a corollario dei 7. Non saprei come altro parlarne, se non ne avessi già parlato sin troppo. Ma forse non è mai abbastanza.

  • Federica Maria

    Mi associo all’entusiasmo! Le opere esposte mettono in campo tutta l’energia creativa propria a Tancredi, in uno dei momenti più travolgenti del suo percorso artistico. E la mostra costituisce un arricchimento importante per la conoscenza non solo di Tancredi ma dell’arte italiana degli anni ’50.