Pittura punk

Niente rifiniture, nessun filtro. È impulsiva, rapida e istintiva la pittura in mostra da Car Projects nella collettiva “Altered Translation”. Con Luca Bertolo, Radu Comşa, Pesce Khete e Thomas Schroeren. A Bologna, fino al 26 novembre.

Radu Comsa - veduta dell'installazione presso CAR projects, Bologna 2011

Tela, lino, carta di cotone, cartone, legno, masonite. Una varietà infinita di possibilità, una serie interminabile di possibili traduzioni del concetto di pittura. E poi acrilico, olio, tempera, pastello, oilstick. Nessuna novità, la Bad Painting degli anni ‘80 è un predecessore eminente in quanto a tecniche estremizzate e materiali inconsueti. Il progetto Altered Translation – al suo primo appuntamento – ci fa tornare in mente proprio quel tipo di pittura, quella che nasce dallo stomaco e si butta senza filtri sul primo supporto che capita.
Luca Bertolo, Radu Comşa, Pesce Khete e Thomas Schroeren sono in mostra con lavori che “sporcano” lo spazio espositivo, invadono oggetti, rompono i margini, sconfinano tra supporti bidimensionali e oggetti d’arredo. Tutti lavori recenti, dagli Austrian Painter di Bertolo, che riportano a una dimensione solo apparentemente più “classica” del mezzo pittorico, al semplicissimo ed efficace Senza titolo di Khete che, stendendosi sulla parete in un movimento morbido, ingloba come per magia tutto ciò che ha intorno.

Giulia Pezzoli

Bologna // fino al 26 novembre 2011
Altered Translation
Viale Pietramellara 4/4
051 552462
[email protected]
www.carprojects.it


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Giulia Pezzoli
Giulia Pezzoli (Bologna 1978) si occupa di arte contemporanea dal 2003. Ha lavorato per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la 50esima Biennale d'Arte di Venezia, per il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin e per il MAMbo di Bologna per cui tutt'ora lavora. Scrive d'arte e di cinema da diversi anni.
  • hm

    infime croste .

    • David

      è la più bella mostra che abbia visto a Bologna, ne gli ultimi mesi, e non solo.

  • hm

    poi non ho capito una cosa di questa galleria, ma costava troppo cambiare l’insegna car della concessionaria di automobili? c’è la stessa patetica insegna da quando son nato, magari c’è ancora qualcuno che entra dentro pensando di comprarsi un auto . total sadness . sembra un po’ placentia arte dell’ex venditore di auto hamlino baldini . dai ma forse era meglio il vostro vecchio lavoro, secondo me avete ancora un po’ di nostalgia —> http://www.placentiaarte.it/eventi/90/ . in alternativa c’è sempre lo sfasciacarrozze, tanto le auto non le compra più nessuno, figuriamoci quelle croste lì .

    • David

      questa galleria non solo è l’unica a bologna degna di questo nome, ma è certamente una delle migliori di Italia. Questa galleria ha dato a Bologna una dimensione internazionale che non si era neanche mai sognata di avere. Ha portato più artisti internazionali qui in pochi anni che tutti gli altri in un secolo. In una città dove l’arte di qualita non ha mai trovato spazio è l’unica realtà che si sia mai imposta come interlocutore per le più avanzate esperienze estetiche contemporanee. Sono da ammirare , fare un lavoro del genere in una città dove non è mai esistita una tradizione di cultura artistica è un miracolo!

  • low

    pittura punk?, forse qualcuno s’è bevuto il cervello!

  • un parisien

    Dalle foto di questo servizio e da quelle sul sito della galleria lo spazio è davvero bello. Come pure interessanti sono la maggior parte delle mostre e degli artisti presentati. Complimenti.