La zona d’ombra

Figure che si sfiorano senza mai riuscire a toccarsi. Sagome evanescenti e sovrapposte, che diventano emblemi della solitudine. Caio Gracco si cimenta con la fotografia a Roma, negli spazi dello Studio Pino Casagrande. Fino al 18 novembre.

Caio Gracco - Shifters - veduta della mostra presso lo Studio Pino Casagrande, Roma 2011

È eclettico Caio Gracco, arzillo romano settantenne dalle molte vite artistiche. La più recente delle sue passioni è la fotografia, con cui gioca in questa serie intitolata Shifters, ossia coloro che si sovrappongono, slittano gli uni sugli altri. L’uno sull’altra. Il carattere – altrimenti banalmente erotico – degli scatti, realizzati in studio con dei performer, sta tutto nelle zone d’ombra, negli aloni attorno alle figure. Aloni che le rendono non più corporee, ma le elevano (o le degradano?) alla categoria di spiriti disincarnati. Le figure, più che in dialogo, sembrano chiuse in un mutismo tutto privato, rannicchiate o distese, isolate le une dalle oltre, con solo le scie dinamiche delle loro sovrapposizioni a fare da collante, riunendole in un’intimità quasi forzata. Immagini evanescenti di tante solitudini quotidiane, incapaci di arrivare a toccarsi.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 18 novembre 2011
Caio Gracco – Shifters
a cura di Giulia Giovanardi
STUDIO PINO CASAGRANDE
Via degli Ausoni 7A
06 4463480
[email protected]
studiodartepinocasagrande.wordpress.com


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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.