L’autoritratto-resto e quel che resta del ritratto fotografico

Parlare per residui. Far sì che il negativo di una sagoma sia più del suo pieno. E che il vuoto, declinato nello spazio azzerato di una camera oscura, si trasformi nel solo mezzo per rubare l’unicità del mondo. Vera Lutter e Raffaele Luongo da Artiaco, fino al 10 dicembre.

Raffaele Luongo - Miei cari genitori, ancora mi attardo, ragion per cui, divido l’attenzione tra me, tutto il nostro aver fatto e il tempo saturnino del dottor Isak Borg - 2011 - courtesy Galleria Alfonso Artiaco, Napoli

L’arte talora è sottrazione. Raffaele Luongo (Caracas, 1966) parte dal rallentamento, fotogramma per fotogramma, di una scena filmica per espandere nell’eterno presente della coscienza le risonanze da essa suscitate, nell’intenso lirismo e nella devozione certosina di un processo creativo che è cerimoniale meditativo: il lento ritaglio nel cartone della sagoma a negativo del protagonista è esca da riempire con l’esperienza della memoria, dando vita a un autoritratto personale e familiare per resti e assenze.

Con simile sfilacciamento temporale, Vera Lutter (Kaiserslautern, 1960) ribalta l’immediatezza e l’infinita riproducibilità della fotografia nell’unicità alchemica ed estesa nei giorni dell’antica tecnica della camera oscura, ritraendo architetture in un obiettivo-struttura di parimenti architettoniche proporzioni. Se all’affastellamento e alla moltiplicazione rumorosi si sostituisce il silenzio dello svuotamento e del tempo paziente, ne vien fuori anche lo spazio per l’ascolto di sé e di un reale che torna a essere irripetibile.

Diana Gianquitto

Napoli // fino al 10 dicembre 2011
Raffaele Luongo – Ancor mi attardo, ragion per cui
Vera Lutter
ALFONSO ARTIACO
Piazza dei Martiri 58
081 4976072
[email protected]
www.alfonsoartiaco.com


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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]
  • Complimenti!!!!!!!!!!!!!!!!!! a “Diana Gianquitto”, che riesce a creare un capolavoro con le parole,anche dove il capolavoro non c’è.
    Nutro profonda stima per chi lavora nell’Arte, oggi ci vuole coraggio.