Divorare culture. Due portoghesi a Napoli

Violenza, relativismo, complessità. Le appropriazioni culturali e il cannibalismo postmoderno. Pedro Neves Marques e Andrè Romão fino al 2 dicembre a Napoli da Umberto Di Marino. Che torna a scommettere sui giovani.

André Romão - Barbarian Poems - veduta della mostra presso la Galleria Umberto Di Marino, Napoli 2011 - photo Danilo Donzelli

Attigui ma differenti, Pedro Neves Marques e Andrè Romão (nati entrambi a Lisbona nel 1984). Se il primo si affida a una progressiva e razionale cattura nella rete tessuta da testi, foto e video di didascalico nitore, giudicanti l’ideologia sistemica e postmoderna, il secondo sceglie un immediato e immersivo brainstorming di poesia e visioni a più alto tasso emotivo, per indagare la distruzione, ma anche la rigenerazione, insite in ogni violenza, anche culturale. Lo slittamento fra testo e immagine, che solo integrati producono senso, li accomuna. Tipico processo postmoderno in chi proprio il postmoderno giudica? Eppure, la compattezza semantica degli elementi scansa la citazione, il disorientamento e l’eclettismo, facendo sì che la molteplicità non si traduca in schizofrenica dissipazione centrifuga del significato, ma in sua centripeta intensificazione: ironia della sorte evitata.

Diana Gianquitto

Napoli // fino al 2 dicembre 2011
Pedro Neves Marques –
When’s the end of celebration?
Andrè Romão –
Barbarian Poems
UMBERTO DI MARINO
Via Alabardieri 1
081 0609318
[email protected]
www.galleriaumbertodimarino.com


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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]