Dipingere il buio di un’eclisse

L’aver potuto raccogliere l’invito dell’eclisse verso inedite visioni e percezioni è stato un grande stimolo per James Brown. La rielaborazione di un fenomeno naturale unico e irripetibile. Allo Studio Raffaelli di Trento, fino al 30 novembre.

James Brown - The Eclipse IV - 2009

L’attuale residenza di James Brown (Los Angeles, 1951) è Oaxaca, in Messico, ma è nomade tra New York e Parigi. Nel testo scritto di suo pugno, che si trova alla fine del prezioso catalogo-libro d’artista (600 copie numerate), racconta l’esperienza di un fenomeno naturale che l’ha segnato.
Nell’estate del 1999 assiste all’ultima eclisse del secolo e sperimenta la visione oscura delle cose e della terra. Scopre una sorta di “piacere dell’oscurità” e la conseguente esperienza del colore che, sotto l’effetto dell’eclisse, subisce mutazioni cromatiche particolari. I colori, ricorda Brown, “confluirono in una commistione incolore mai vista prima”. Per dieci anni e più, l’attenzione verso questo fenomeno naturale “aberrante” rimane un simbolo e una metafora. Una magnifica ossessione che coltiverà e tradurrà in una proficua ricerca che è tuttora in corso.

James Brown - My future XII Eclipse - 2010

La serie esposta a Trento – collage, acquerelli, oli e pastelli – è una ripresa di tutte le tecniche miste che hanno sempre caratterizzato le sue opere, quelle legate all’arte primitiva e quelle post-concettuali, realizzate negli anni ’80; una sorta di maturità artistica che, però, qui è applicata al caso e alla pronta accettazione di un vissuto nuovo, quello di un’alta e raffinata pittura. Pittura che vediamo esercitata negli oli e nei pastelli su lino di The Eclipse I (2009) e seguenti. Nei collage My Future I (Eclipse) e in quelli successivi della serie sono contenute, in tensione, le genealogie delle eclissi passate. Raggruppate, e contenute insieme nel quadro, esprimono l’esigenza di un dialogo con il cielo che l’artista, con grande rispetto, ri-compone e dipinge.

James Brown - Internal Order Eclipse II - 1999

La linea percettiva di quest’esperienza è diventata anche la scala che dalla terra porta al cielo, dove gli scalini esprimono forme che solo in apparenza paiono misteriose. Lo scopo è invece renderle più chiare possibile. Così, l’apparente oscurità produce una rivelazione, come nella serie dei pastelli che sono luce chiara che s’irradia verso l’osservatore.
Un altro sviluppo visivo, che testimonia la volontà di visione di Brown, è la serie Something with an elipse VII, VI, IX, in cui mappe stellari cercano di dare un orientamento improbabile nei cieli. Il tentativo di comunicare con l’imperscrutabile.

Claudio Cucco

Trento // fino al 30 novembre 2011
James Brown – Eclipse

STUDIO D’ARTE RAFFAELLI
Via Marchetti 17
[email protected]
www.studioraffaelli.com


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Claudio Cucco
Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria legata a questi due linguaggi. Collabora con il quotidiano L’Adige, con la rivista Arte e Critica e la rivista Nuova Informazione Bibliografica, edita da Il Mulino. Dal 2011 fa parte dei collaboratori di Artribune, dopo aver collaborato per anni a Exibart e precedentemente a Tema Celeste.
  • Bianca A

    James Brown inaugura anche una mostra alla GAM http://www.gamtorino.it/ questa settimana.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      la televisione mi fa dormire e mi lascia sempre insoddisfatto, come l’eclissi di James brown. Preferisco quelle della luna.