Dalla Laguna alle Piramidi

Venezia e Alessandria signore del Mediterraneo. Storia e leggenda si intrecciano nella grande mostra allestita nella Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale. Un’occasione per intraprendere un viaggio fantastico e avventuroso nel passato. Fino al 22 gennaio.

Ippolito Caffi - Il vento Simun nel deserto egiziano - Venezia, Ca’ Pesaro

Se fosse un film sarebbe una pellicola epica, dal tono avventuroso, a tratti documentario, a tratti fantastico. Un film la cui trama si dipana lungo mille anni di storia tra Venezia e Alessandria d’Egitto, due sontuose città site su sponde opposte, signore indiscusse di quel Mare Nostrum che le vide protagoniste di numerose azioni, di pace e di guerra. Fra la realtà e il sogno, nel susseguirsi di eventi ora sacri ora profani, storie private e collettive, vicende artistiche e mercantili. Restando sempre nella metafora filmica, potremmo dire che questa mostra può essere fruita come uno di quegli “affreschi” fatti di episodi storici e leggendari, espressi tramite flashback e flashforward e capaci di catturare lo spettatore.
Partiamo dal simbolo per eccellenza di Venezia: il leone di San Marco. Quello che campeggia maestoso in ouverture è di Jacobello del Fiore ed è posto accanto al Dinar d’oro di Baybar, moneta raffigurante anch’essa un leone, insegna araldica del sovrano cairota che regnò nel periodo in cui l’immagine dell’animale venne assunta come simbolo dello stato marciano (1261). Seguendo poi la storia di San Marco e le vicende legate al trafugamento del suo corpo, si viene virtualmente condotti nella Basilica di San Marco e nei teleri delle Gallerie dell’Accademia. In alternativa, si possono scegliere le vicende storiche e iconografiche del “faro” di Alessandria, simbolo della città e settima meraviglia del mondo, ancora esistente nel XV secolo, le cui influenze artistiche sono ancora visibili in differenti monumenti veneziani.

Denario Antonio-Cleopatra - 32 a.C. - zecca al seguito di Marco Antonio - Padova, Museo Bottacin

La numismatica e l’editoria, presenti anch’esse in mostra ed esemplarmente indagate in catalogo negli accurati saggi di Giovanni Gorini e Rossella Dorigo, ci danno conto della fioritura dei rapporti commerciali e culturali che intercorrevano fra le due città, a dispetto delle interdizioni e delle scomuniche papali e relative deroghe che puntualmente ne seguivano. Attratti dalle avventure archeologiche di Giovanni Battista Belzoni, meglio noto su suolo anglosassone, ispiratore di fumetti e fiction, giungiamo a quelle ingegneristiche legate all’apertura del Canale di Suez, già progettato dai veneziani nei primi anni del Cinquecento. Prima di lasciare la mostra facciamo ancora un passo indietro e ci lasciamo affascinare dalle vedute immaginifiche di Ippolito Caffi, ma il mio personale riconoscimento è per il medico Prospero Alpino in Egitto al seguito di Giorgio Emo: a lui si deve l’introduzione in Europa della pianta del caffè.

Adriana Scalise

Venezia // fino al 22 gennaio 2011
Venezia e l’Egitto
PALAZZO DUCALE
San Marco 1
041 2405211
[email protected]
www.visitmuve.it


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Adriana Scalise
Adriana Scalise lavora presso l'Archivio della Biennale di Venezia, laureata in Lingue Orientali (Arabo) e in Conservazione dei Beni Culturali (Storia dell'Arte) da oltre dieci anni nutre interesse nei confronti della Fotografia nelle sue varie declinazioni (storia, estetica e pratica fotografica). In qualità di ricercatrice indipendente collabora con diverse riviste del settore (Gente di Fotografia, Artribune, Fotostorica), partecipa a convegni e pubblica saggi (Verri, ed. Marsilio). Scrive poesie e da alcuni anni porta avanti un progetto fotografico dedicato a "se stessa".