L’arte del dormire. E non è una réclame di materassi

Oggetti per dormire e per sognare. Progettati da quaranta artisti-artigiani di tutto il mondo ed esposti a Firenze preso la galleria Otto fino al 12 novembre. Il debutto, però, con un allestimento un po’ discutibile, è stato nel cortile di Palazzo Rucellai.

Mauro Lovi - Letto Abbarca

Oh! Nirica è l’arte del sogno descritta da quaranta artisti-artigiani, per insegnare nuove vie del “dormire”. L’allestimento nella Galleria Otto di Firenze è stato anticipato a Palazzo Rucellai durante un’anteprima lo scorso 22 settembre. Il nome certo fa figura, ma l’allestimento pone alcuni dubbi: tanto di chapeau per la sistemazione improvvisata delle opere, appoggiate con vezzo quasi ironico ai teli dei “Lavori in corso”, ma non si manca di osservare (un poco ironicamente) che il centro di simmetria della mostra non è più il Letto abbarca di Mauro Lovi, ma il giallo tubo di scarico che serve le impalcature.

E mentre un nuovo punto focale s’impone a fine vernissage (lo splendido buffet, che trasforma l’arte in occasione mondana), gli avventori voltano le spalle: dietro di loro, i sogni continuano a parlare.

Simone Rebora

Firenze // fino al 12 novembre 2011
Oh! Nirica.
Quando i sogni incontrano la materia
www.ottoluogodellarte.it


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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.