La fatica? È blu e profuma di limone

Un’installazione dedicata allo sfinimento. Stoffe, pelli, fil di ferro, barattoli, tubetti. E una misteriosa scatola con sopra delle parole in tedesco. All’Istituto Svizzero di Milano arriva l’arte enigmatica di Reto Pulfer. Fino al 15 novembre.

Reto Pulfer - Die Vertretung des Erschöpften - veduta della mostra presso l'Istituto Svizzero, Milano 2011

La rappresentazione dello sfinimento passa attraverso varie sfumature di azzurro e un profumo intenso di limone, misto a timo. All’Istituto Svizzero di Milano, Reto Pulfer (Berna, 1981; vive a Berlino) riveste le pareti di stoffe tagliate in maniera grossolana e tenute insieme da cerniere; dissemina frammenti di pelle, fil di ferro, tubetti di plastica, barattoli di vetro e fogli stropicciati scritti a mano in un linguaggio incomprensibile. Tutte tracce tangibili del percorso mentale che lo ha condotto a rappresentare l’idea di spossatezza, esaurimento, fatica: uno sfinimento connesso con l’azione artistica e il processo creativo.
L’artista si avvale di tutte le sfumature di significato del verbo ‘rappresentare’ così come si trovano su un qualsiasi dizionario: riprodurre, raffigurare la realtà, descrivere, narrare, simboleggiare, mettere in scena uno spettacolo. Nessun elemento è trascurato, neppure l’accezione di ‘rappresentanza’, che si esplica proprio nella funzione del luogo di accoglienza, sede rappresentativa della cultura svizzera in Italia.

Reto Pulfer - Die Vertretung des Erschöpften - veduta della mostra presso l'Istituto Svizzero, Milano 2011

In fondo alla sala, veli leggeri, bianchi e di un celeste acceso, cadono dal soffitto formando una sorta di ampia tenda, al cui interno si trovano una cassa vuota e un cassettone di legno. L’artista spiega che tutti gli oggetti in mostra erano contenuti in quell’unica scatola, grande meno di un metro cubo, sulla quale appaiono le parole: erschöpfung, potenz, produktion, vertreten dessen. I termini in tedesco non sono stati tradotti, sebbene essi rappresentino la chiave per comprendere l’intero progetto: esaurimento, potenza, produzione, rappresentazione. È tipico della pratica di Reto Pulfer concedere allo spettatore solo alcuni stralci del suo universo interiore, composto d’immagini, suoni e racconti che l’artista recita a memoria nella sua mente, senza mai svelarli per intero.

Reto Pulfer - Die Vertretung des Erschöpften - veduta della mostra presso l'Istituto Svizzero, Milano 2011

La performance stessa, realizzata dall’artista la sera dell’inaugurazione, è un rappresentare attraverso la suggestione di elementi parziali. Azioni connesse all’idea di sfinimento, ma prive di una consequenziale evoluzione, che non domandano un’interazione con il pubblico eppure provocano, proprio in virtù dell’incomprensione e del fraintendimento, reazioni diverse, che vanno dal fastidio all’ilarità.

Valentina Gioia Levy

Milano // fino al 15 novembre 2011
Reto Pulfer – Die Vertretung des Erschöpften
a cura di Salvatore Lacagnina
ISR – ISTITUTO SVIZZERO
Via Vecchio Politecnico 3
02 76016118
[email protected]
www.istitutosvizzero.it