Intuizioni sospese. Quelle di un giovane iraniano

Al di là della fonte d’ispirazione – la “Donna in Bianco” di Picasso – Amir Mogharabi elabora un percorso scritto e visivo di sottili incontri fra parole, oggetti e materiali. Succede a Milano, da Zero, fino al 22 ottobre.

Amir Mogharabi - Al di là - 2011 - courtesy l'artista & Zero... - photo Filippo Armellin

Non criptico, ma intuitivo. Lo stesso artista, Amir Mogharabi (Shiraz, 1982), tiene a precisare questo aspetto del suo lavoro: la relazione tra oggetti, forme, materiali e parole (una poesia composta dallo stesso artista accompagna la mostra) non scaturisce da complicati concetti aprioristici, bensì da una volontà di far crescere, in spontaneo divenire, il rapporto tra i vari elementi. È un lavoro retroattivo quello di Mogharabi, che prende forma strada facendo e su cui l’artista torna più e più volte, attraverso un libero processo tra ragione e intuizione. Rimandi più o meno espliciti, colore e non-colore, pieni e vuoti, opacità e trasparenze, si alternano in una mostra-installazione il cui senso evocativo lo si coglie nelle aperture semantiche che le singole unità danno al contesto, e viceversa.

Serena Vanzaghi

Milano // fino al 22 ottobre 2011
Amir Mogharabi – Al di là
www.galleriazero.it


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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.
  • nicola

    sì sì tu mi piaci, vieni a casa e ti faccio scopare mia sorella! (cit.)

  • Roberto

    Ha un suo perché… ma l’Iran in generale è una fucina di talenti in questo periodo.