In punta di Barocco

Acquaforte e puntasecca. Acrilico e creta. Nei giorni dell’“ouverture” torinese, la proposta “incisiva” di Norma Mangione, tra classico e retrò. Le opere di Francesco Barocco in mostra a fino al 29 ottobre.

Francesco Barocco - Senza titolo - 2011 - courtesy Norma Mangione Gallery, Torino

Nomen non omen. Francesco Barocco (Susa, 1972; vive a Torino) rigetta le ridondanze, dribbla il concettismo e lancia una dichiarazione di poetica haiku che, sui musi dei suoi gattini, vibra come una sfida. Salvo contraddirsi nelle teste severe e barbute, dove la progressione di segno, teatralmente addensata in viluppi chiaroscurali, s’infrange contro la gratuita freddezza degli inserti oggettuali. Nodale il rapporto con la tecnica. Disinteressato al virtuosismo fine a se stesso, l’artista si muove nelle intersezioni tra discipline o, meglio, negli interstizi dove fluisce l’inchiostro. Scultorei i modelli, scultorea la definizione del tratto, scultoreo il rapporto con la matrice. Infine, scultura tout-court (e di nuovo il disegno “contamina” i generi). Anche tre millimetri fanno profondità.

Anita Pepe

Torino// fino al 29 ottobre 2011
Francesco Barocco

www.normamangione.com


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Anita Pepe
Insegnante e giornalista pubblicista, Anita Pepe è nata a Torre del Greco (Na). Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1990. La laurea in Lettere presso l’Università di Napoli “Federico II” l’ha indirizzata verso una formazione prevalentemente storica; si è avvicinata al contemporaneo per motivi professionali, collaborando per oltre dieci anni con quotidiani, periodici e websites. Ha scritto testi critici per mostre e interventi in spazi privati e istituzionali. Blogger a tempo indeterminato, non riesce a sottrarsi alle tentazioni del nazionalpopolare, politica inclusa. Avrebbe tanto voluto scrivere una minibiografia più cool, e si scusa per non esserci riuscita.
  • mag!a

    hahahhaha

  • hm

    è più tamarro di rocco barocco .

    • augusta

      che magari è suo zio!

  • geppinageppi

    Rigetta le ridondanze? Ma Pepe che scrivi? alla faccia del rigetta, forse volevi dire che le ridondanze sono tante che ce le getta infaccia….che noia di lavoro!!!

  • mariellina

    Forse ha solo ereditato dalla nonnina un negozio di ferramenta e il campionario delle maniglie..è una ricerca (artistica)…dell’articolo da ordinare….nell’evoluzione seguiranno i citofoni.. e se a Norma mangione interessano….

  • augusta

    in garage ho una serie di lampadine vecchie…
    stiamo burrando via energia per commenti a delle robe invedibili

  • effe ci

    “burrando via energia” sarebbe geniale.. purtroppo è solo una svista in fase di digitazione.

    • Augusta

      si con iPad faccio molto piu errori del solito.
      Grazie effe ci.

      • hm

        ha lo schermo troppo burroso e le dita scivolano .

        • Augusta

          :-) :-):-)

  • Vi assicuro che c’è un miglioramento da precedenti lavori, prima c’era solo il feticismo di un immaginario vintage-colto; oggi almeno quell’immaginario viene messo in discussione, perpetuando una certa ossessione (ancora feticismo?) per certi codici demodè, e vagamente modaioli…ed ecco il gruppo dei New Arcaic (santo tolone, luca francesconi, ultimo vascellari, lupo borgnuovo, hauseago, e via dicendo).

    Primitivismo, codici moderni, codici ottocenteschi, recupero del materico….il rischio è scivolare nella moda del vintage o nell’arte povera 2.0.

    C’è la voglia di recuperare una certa autenticità e sincerità di visione. Va bene, bisogna però stare attenti che il feticismo dell’immaginario (questi artisti hanno un approccio EROTICO con l’opera) non contraddica immagini, immaginari ed esperienze che NON sono autentiche. Non parlano al nostro presente e alla storia, ma si masturbano con la storia e il passato. Diverso.

    Quando i New Arcaic vanno a recuperare il contenuto (vanno tantissimo gli anni 70), ecco che abbiamo il gruppo degli Story Story I Lov Yu (Biscotti, Arena, Rubbi in parte, Andreotta Calò a cavallo con i new arcaic, ecc ecc).

    luca rossi
    http://whitehouse.splinder.com/

    • aldo

      mancano i picchi luca, i picchi
      i generi puoi descriverli quanto vuoi ma sono i picchi che restano
      beninteso quando ci sono

      • aldo

        il problema non è il manierismo in sé
        (se è questa la cifra e il senso del nostro tempo, hai poco da sbracciarti)
        il problema è che pure i manieristi devono essere gajardi e tosti, dei parmigianini e coi fiocchi

  • Augusta

    Ciccio , il demode’ e’ modaiolo da un po’ di tempo, mi par.
    Allora si masturbino a casa loro e non facciano piercing ai gatti santi numi!!!!

  • hm

    ma se uno entra in galleria e gli brucia un quadro si potrebbe spacciare come performance? forse una mossa del genere è meglio conservarla per una mostra di vascellari, sto qua non dà abbastanza soddisfazione con tutte quelle maniglie di ottone, non prendono nemmeno fuoco .

  • Pingback: In punta di Barocco()

  • gianni s

    barocco? ma è il fidanzato della gallerista! ma che ridere. tutto in family!

  • mariellina

    Allora se si sposano e mettono su casa almeno le maniglie e i pomelli per gli armadietti del bagno e la scarpiera li hanno già…basta staccarli dai gattini..ah ah