I’m a Material Man

Faltung: ripiegamenti. Metalli accartocciati come carta, ma niente contorsionismi concettuali. E nessun timore di toni shock. È la proposta di Corsoveneziaotto per l’inaugurazione del nuovo “anno scolastico”. Ovvero, Tilman Hornig fino a fine ottobre

Tilman Hornig - Modern Table n. 1 - 2011 - courtesy Corsoveneziaotto, Milano

Difficile resistere all’implicito divieto di toccare le opere. Ci si consola allora con il colore, che Tilman Hornig (Zittau, 1979; vive a Dresda) regala generosamente alla parete e al metallo, sfruttando tutte le possibilità del cangiantismo, “sporcato” laddove rischierebbe di diventare troppo squillante. Plastica novecentesca, accademia tedesca, creazione impulsiva, l’artista trasmette il proprio piacere tattile. Sintesi di tanta solidità – tavole, acciaio, vetro – la leggerezza. Scultura, design (ma si può parlare di design tout court per i tre tavolini fatti di curve altimetriche?) e pittura tout court, con quadri in cui lattine schiacciate sembrano avere un ruolo totemico. Al piano superiore, il “dialogo” con la scuderia fissa, tanto per mettere le carte in tavola a inizio stagione: Arman, Nunzio, Uncini, Cingolani, Melotti, Long.

Anita Pepe

Milano// fino al 31 ottobre 2011
Tilman Hornig – Infected zone
a cura di Gianni Romano
www.corsoveneziaotto.com


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Anita Pepe
Insegnante e giornalista pubblicista, Anita Pepe è nata a Torre del Greco (Na). Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1990. La laurea in Lettere presso l’Università di Napoli “Federico II” l’ha indirizzata verso una formazione prevalentemente storica; si è avvicinata al contemporaneo per motivi professionali, collaborando per oltre dieci anni con quotidiani, periodici e websites. Ha scritto testi critici per mostre e interventi in spazi privati e istituzionali. Blogger a tempo indeterminato, non riesce a sottrarsi alle tentazioni del nazionalpopolare, politica inclusa. Avrebbe tanto voluto scrivere una minibiografia più cool, e si scusa per non esserci riuscita.