Identità, negazioni e possibili riscatti

Domenico Piccolo accende un riflettore – in bianco e nero – su realtà spigolose, a tratti enigmatiche, che aprono a riflessioni dense. La sua pittura è in mostra a Milano, da Federico Bianchi Contemporary Art, fino al 18 novembre.

Domenico Piccolo - Non tutto è perduto! - veduta della mostra presso la Federico Bianchi Contemporary Art, Milano 2011

È uno spesso filo di sospensione quello che si intreccia nelle opere di Domenico Piccolo (Calabria, 1961; vive a Torino). Il bianco e il nero si stendono come silenziosi veli di pietas sui corpi e sui volti degli individui rappresentati, svuotati della loro umanità in una condizione spesso segnata dalla privazione e dalla costrizione. Ciò che la pittura restituisce, nella sua pregnante essenzialità, è una sensazione di risentimento e, allo stesso tempo, di umana partecipazione, che non può fare a meno di toccare alcuni nervi scoperti.
Ma Domenico Piccolo non entra nel merito della truce condanna o della possibile redenzione (questo sta alla coscienza): icastico, ferma brandelli di vita negata, proponendo oscure ma esistenti facce del progredito mondo da terzo millennio.

Serena Vanzaghi

Milano // fino al 18 novembre 2011
Domenico Piccolo

testo critico di Raffaele Gavarro
FEDERICO BIANCHI CONTEMPORARY ART
Via Imbonati 12
02 39549725
[email protected]
www.federicobianchigallery.com


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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.