Francesco De Grandi al centro della pittura

Un lungo viaggio nella pittura. Francesco De Grandi, per la sua personale alla GAM di Palermo, mette in scena una pièce pittorica in tre atti. E suggerisce la via differente per compiere il passaggio più difficile. Fino al 31 ottobre.

Francesco De Grandi - Il passaggio difficile - veduta della mostra presso la GAM, Palermo 2011 - photo Giacomo Daguanno

Il palermitano Francesco De Grandi (Palermo, 1968) è il terzo protagonista del programma di esposizioni temporanee dedicato dalla GAM agli artisti mid career più interessanti del panorama locale.
La personale, dal titolo Il Passaggio difficile, curata da Marco Bazzini ed Helga Marsala, nasce dall’esigenza di intessere un discorso globale e coerente sul viaggio. Alla base, la necessità di raccontare, attraverso l’esperienza pittorica, un percorso di evoluzione spirituale, sia individuale che collettivo. Un processo rituale che, pur sublimandola, non nega mai la materia, ma si definisce anzi esclusivamente all’interno di essa. La pittura – tangibile nel suo potere seduttivo – resta il medium costante, incipit e fine della stessa storia narrata.

Francesco De Grandi - Il Passaggio difficile. La terra matta - particolare - courtesy Galleria Aike-Dell'Arco, Palermo-Shanghai - photo Mariangela Insana

L’iter espositivo si articola in tre tappe, al contempo fisiche e concettuali, fra loro consequenziali e intimamente connesse. La narrazione si sfalda in subitanee trasmissioni emozionali, mentre i generi pittorici – ritratto, natura morta, paesaggio – si sgretolano reinventandosi in nuove possibilità di senso.
Un mosaico caotico di 65 tele di piccolo formato scandisce la prima sezione, Terra Matta, indagando un campionario esistenziale variegato, grottesco e solitario: un “accampamento dei dannati” – per citare le similari atmosfere letterarie di McCarthy – che tuttavia attrae magneticamente, grazie alla straordinaria forza espressiva di ogni pennellata.

La seconda sala (che dà il titolo alla mostra) rappresenta un momento cruciale, intimo e commovente, quel passaggio/fessura tanto sofferto quanto obbligato per giungere la successiva estasi panica. Qui il ritmo espositivo rallenta e la frammentarietà iniziale si trasforma in silenzio sacrale, un limbo contemplativo intriso di simbologie spirituali e chiaroscuri drammatici. Infine, si giunge a quel Del solo Amore che segna la chiusa ideale e fisica del percorso: sei grandi tele raffiguranti alberi, fortemente scorciati dal basso, evocano un’esperienza catartica in cui la veloce gestualità pittorica, i bagliori luminosi, le ombre terrose, i colori graffiati e gocciolanti concorrono verso una liberatoria immersione della materia nello spirito.

Francesco De Grandi - Del solo amore - 2011 - courtesy Galleria Aike-Dell'Arco, Palermo-Shanghai

Il discorso pittorico imbastito da De Grandi mette in scena un “mondo dentro il mondo” costantemente in bilico tra verità e illusione, apparizione e deflagrazione, concretezza e trascendenza. Solo in apparenza simile a quello fenomenico, è direttamente mutuato dalla potenza immaginifica del suo artefice, dagli “antipodi della mente” dell’artista, per dirla con Huxley. Il passaggio difficile è allora un viaggio d’esplorazione del sé, che si risolve in un immaginario pittorico visionario, carico di rimandi eterogenei, a volte orrifico, spesso decadente. Un corpus di opere pregne di malinconie plumbee e atmosfere oniriche.

Giulia Gueci

Palermo // fino al 31 ottobre 2011
Francesco De Grandi – Il passaggio difficile
a cura di Marco Bazzini e Helga Marsala
GAM – GALLERIA D’ARTE MODERNA

Via Sant’Anna 21
091 8431605
[email protected]

www.galleriadartemodernapalermo.it

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Giulia Gueci
Giulia Gueci, storica e critica d’arte vive e lavora a Palermo. Dopo un master in “Valorizzazione dei beni culturali e sviluppo locale”, lavora dal 2009 al 2012 come co-responsabile del Settore educazione di Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, per cui organizza percorsi d'arte guidati, laboratori pratico-creativi, workshop, conferenze e seminari sul linguaggio del contemporaneo. Dal 2009 al 2011 ha lavorato presso la Galleria Aike/dell’Arco di Palermo coordinando l'organizzazione della programmazione espositiva. Dal 2007 collabora con il Museum – Osservatorio dell’arte in Sicilia di Bagheria realizzando testi per differenti cataloghi di mostre. Nel 2006 ha pubblicato la monografia dal titolo “Pippo Rizzo e le arti applicate” e attualmente, in qualità di critico d’arte, scrive per alcune testate giornalistiche come Artribune e I love Sicilia.