Berruti: la sospensione del giudizio

Dimenticate Berruti. Dimenticate chi è e cosa fa. Abbandonate giudizi e pregiudizi, entrate nella chiesa di San Domenico ad Alba e lasciatevi sorprendere. Dieci grandi arazzi per un allestimento spettacolare. Fino all’11 novembre.

Valerio Berruti – La rivoluzione terrestre - veduta della mostra presso la Chiesa di San Domenico, Alba 2011

Sarà perché è in una chiesa, ma quando lo spettatore varca il portone di San Domenico e si trova davanti, e poi in mezzo, al girotondo dei dieci arazzi alti cinque metri di Valerio Berruti (Alba, 1977; vive a Verduno), quello che sente è lo spirito dell’arte. Qui non è questione di bello o brutto, pro o contro Berruti, è questione di estetica, dove la parola torna al suo significato letterale, quel “sentire con i sensi” coniato da Baumgarten a metà Settecento. Davanti ai lavori della Rivoluzione terrestre non si può rimanere indifferenti. Il consiglio prima di entrare è questo: immaginate che il portone che varcate vi liberi non dai peccati, ma da ogni giudizio che avete sull’artista; provate a dimenticare persino il nome di chi ha prodotto questi lavori ed entrate ignoranti. Solo così vi lascerete contagiare da un’emozione che non ha nome, autore, prezzo. D’altronde, diceva Diderot: “L’ignoranza è più vicina alla verità del pregiudizio”.

Stefano Riba

Alba // fino all’11 novembre 2011
Valerio Berruti – La rivoluzione terrestre
a cura di Andrea Viliani
www.larivoluzioneterrestre.it

  • Una mostra equilibrata che sa giocare bene con lo spazio stratificato, come sempre se c’è attenzione anche il contemporaneo, può essere interessante.

  • Kilgore Trout

    Non so come mai, ma da alcuni mesi Artribune continua a mitragliarci con segnalazioni di mostre o cose di Valerio Berruti e Dolomiti Contemporanea… Lasciamo da parte quest’ultima manifestazione – e estiamo su Berruti: pessimo artista, egomane e commerciale come la Walt Disney – con ciò non stiamo svelando niente, poiché il giudizio è abbastanza unanime. Rimane la domanda: perchè Artribune lo sponsorizza a suon battuto? E’ un cambio pubblicità? E’ sado-masochismo? Quanto all’ultima frase della recensione, che torna nell’occhiello, eviterei di scomodare Diderot per quei bambocci stereotipati. Altrimenti tocca ad Adorno rispondere: Es gibt kein richtiges Leben im falschen – non c’è vera vita in quella falsa.

    • Diderot

      La citazione di Adorno invece per chi è? Per gli intellettualoidi fuori dagli schemi?

    • marco

      “Dieci grandi arazzi per un allestimento spettacolare” il coraggio di scrivere una cosa del genere riguardo un artista che fa sempre la stessa roba è davvero il segno di una critica che ha perso ogni ragione….

  • hm

    la tipica mostre per famiglie in gita, perfetta dopo un picnic al limitar del bosco .