Un berlinese al mare

Allo Studio Cannaviello, fino al 5 novembre si trova un’inattesa serie di dipinti del neoselvaggio Rainer Fetting. Che abbandona gli scenari berlinesi che l’hanno consacrato, l’U-Bahn e i concerti punk, per una vacanza sull’isola di Stylt. Fra bagnanti, dune e alti cieli nordici.

Rainer Fetting - Scilf - 2011

L’isola di Stylt, vicino alla Danimarca, meta prediletta da artisti e naturisti, dista centinaia di chilometri da Moritz Platz, Kreuzberg, dove ebbe inizio e si sviluppò la parabola artistica dei Neuen Wilden e di Rainer Fetting (Wilhelmshaven, 1949; vive a Berlino e New York). Ne consegue che i dipinti si adattano al clima mite e all’atmosfera rilassata: i formati si riducono, la palette espressionista quasi scompare, approssimandosi a quella delle ninfee di Monet, i consueti soggetti (giovani fortemente erotizzati, ritratti all’interno di scenari di bohème metropolitana) si inseriscono in marine tendenti all’astrazione, alle quali spesso cedono completamente il posto. Si può parlare d’una versione più raccolta e metafisica dei Surfscapes dipinti sulla costa pacifica. Un Fetting addomesticato? Può darsi, ma il gesto pittorico capace di rendere volumi ed evocare atmosfere con poche pennellate pastose è sempre lo stesso.

Alessandro Ronchi

Milano // fino al 5 novembre 2011
Rainer Fetting – Images of the sea
www.cannaviello.net


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Alessandro Ronchi
Alessandro Ronchi (Monza, 1982) è critico d’arte e giornalista culturale. Si interessa specialmente di arte dalle origini alla contemporaneità, iconografia, cinema, letteratura, musica e pop culture. Ha diretto il mensile Leitmotiv e collabora con testate giornalistiche, website e gallerie. Tiene corsi di cinema e cultura visiva presso istituti scolastici. Fa parte dello staff redazionale di Artribune dalla fondazione nel 2011.
  • senz´altro il fetting migliore anche se non proprio originale.

    l´isola si chiama “sylt” e il canneto si scrive “schilf”.

    buona giornata: pk