Il Signor L.

È una piccola sorpresa nell’estate versiliese la mostra che raccoglie le opere di Sandro Luporini, collaboratore storico di Giorgio Gaber, dipinte fra gli anni ’50 e ’70. Un’occasione per riscoprire l’attività pittorica dell’artista viareggino. Al Circolo Il Fienile fino al 23 agosto.

Sandro Luporini, Viareggio, omaggio a Viani, 1967-1968

L’esposizione è stata pensata dall’Associazione Culturale Via Battisti 209, fondata in ricordo di Umberto Franceschini, macellaio di professione, con la passione per la politica e per l’arte, grande amico di Sandro Luporini (Viareggio, 1930) e del fratello Cecco. In mostra sono state riunite circa trenta opere, provenienti da collezioni private, che ben rappresentano le varie stagioni artistiche di Luporini, noto per la sua lunga amicizia e collaborazione con Giorgio Gaber. Non vi aspettate però di trovare le ‘marine’ più famose dell’artista o le sue ‘visioni dalla finestra’, perché si è cercato di selezionare ed esporre le sue opere meno conosciute.

Sandro Luporini, Gli amanti di notte - S.T.(Bacio) - Amanti- 1971

Viareggio, città di nascita, punto di partenza e luogo di ritorno di Luporini, è comunque presente nella ricorrenza dell’elemento marino (pesci, mare, spiagge). Elementi che, come sottolinea Bruno Corà, autore del testo in catalogo, non sono rappresentati come semplici nature morte bensì come cose e luoghi capaci di evocare “nodi psicologici, tipologici e immaginifici per una rinnovata prosodia volta a raccontare problematiche esistenziali, esperienze mentali, stati di coscienza ed emotivi, riflussi della memoria e dell’oblio”. Questo senso di oblio e di difficoltà nel rappresentare la complessità del mondo prende il sopravvento nelle tele degli anni ’60, che si fanno sempre più scure, suggerendo un senso di disagio, melanconia e morte.
E quando nei quadri successivi torna la luce, non si annulla il senso di ambiguità del reale. E allora il mondo fa da sfondo e allo stesso tempo da principio scatenante per percezioni, immagini della memoria, stati di coscienza. Il tempo e lo spazio si fanno sempre più relativi e Luporini inizia a dipingere frammenti di ambienti, attimi sospesi, visioni di corpi nudi che emergono dalla penombra, confusi oltre tende, finestre, oppure riflessi negli specchi.

Bruno Corà e Sandro Luporini - photo Giovanni Romboni

Negli oli a cavallo tra la fine dei ’60 e i primi ‘70 ritroviamo il mare di Viareggio, che è, ricorda Corà, come “la montagna di Saint Victoire per Cézanne”. Non solo un omaggio a Lorenzo Viani, ma anche lo scenario perfetto per l’apparizione, in lontananza, di figure di uomini silenti e intangibili che ci inchiodano di fronte alla tela. Senza la possibilità di aggiungere niente.

Ottavia Sartini

Viareggio// fino al 23 agosto 2011
Sandro Luporini. 1955/1972 frammenti
A cura di Ovidio Bompressi, Abramo Franceschini, Carlo Battisti, Fabrizio F. V. Arrigoni, Marco Arrigoni, Giovan Battista Romboni
www.circoloilfienile.it

 

CONDIVIDI
Ottavia Sartini
Ottavia Sartini (Viareggio, 1987) dopo la laurea in Storia e tutela dei beni artistici con una tesi su Guelfo Civinini, conosciuto giornalista di guerra ma dimenticato critico d’arte in attività dai primi anni del ‘900, continua la sua formazione per conseguire la Laurea in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Firenze. Sta muovendo i suoi primi passi nel mondo dell’informazione artistico culturale su Artribune ed altre testate a tiratura locale tra Firenze e la Versilia.
  • BravaOttavia!!!!!!!ezioesaby