Pittura o stampa? Provare per credere

Pittura, fotografia, stampa, collage. Le tecniche si fondono nelle opere di Tim Berresheim, protagonista di una personale presso la galleria milanese Cardi Black Box. Fino al 22 luglio, una mostra che riunisce i lavori degli ultimi quattro anni.

Tim Berresheim - Violett (Haar II) - 2007 - courtesy l’artista & Cardi Black Box, Milano

Opere su larga scala per sfiorare ipotesi di forme cosmiche fluttuanti. Tim Berresheim (Heinsberg, 1975) ama muoversi lungo raggi d’azione smisurati per rincorrere teoremi concettuali in fase dissolutiva. E lo fa sperimentando tecniche e linguaggi espressivi mai definitivi, in una mostra che compendia una selezione di opere realizzate negli ultimi quattro anni. Si tratta in larga parte di “print on wood”, ovvero stampe su legno, in cui predominanti sono i colori primari: giallo, rosso e blu. Una sfida alle possibilità, ai limiti, alle contingenze. Attitudini visibilmente espresse in Violett Haar 9 III, foto montata su dibond, che racconta di un caustico set plastico. Seeing is believing è un input dichiarato col quale Berresheim sollecita il pubblico a non vivere passivamente il percorso espositivo, e le “offerte” artistiche in genere. Perché l’arte è qualcosa da provare, toccare, vivere, ascoltare, percorrere. A ciascuno il proprio itinerario.

Caterina Misuraca

Milano // fino al 22 luglio 2011
Tim Berresheim – Tropical dancer (Seeing is believing)
a cura di Art At Work

www.cardiblackbox.com

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.