Periferie incolori. Sono quelle di Alessio Rota

Le zone ai margini delle nostre città. Un tema che affascina da quasi un secolo gli artisti, e i pittori in particolare. E così, anche un giovane abruzzese dice la sua in merito. Succede da Paolo Erbetta a Foggia, fino a fine mese.

Alessio Rota - Pollest - 2011 - courtesy Galleria Paolo Erbetta, Foggia

Visioni urbane e scorci domestici animano le tele di Alessio Rota (Giulianova, 1982). Nel tratteggiare lo skyline anonimo delle periferie metropolitane, si affida a una narrazione per flussi di coscienza, da cui non è estranea una certa tendenza alla frammentazione. Di qui il riferimento alla tecnica di ripresa Stop-motion, da cui prende il titolo la personale. Le opere esposte sono caratterizzate da piatte campiture cromatiche che occupano buona parte dei supporti, senza un ordine preciso, fluidificando la superficie pittorica trattata con un senso divertito della decorazione. L’impressione è quella di una percezione caleidoscopica da cui emergono caustici sprazzi narrativi, risparmiati dal colore e disegnati col gessetto nero sullo sfondo bianco, usando una cifra grafica e una modalità di racconto che rimandano al mondo del fumetto. A essere rappresentati sono frammenti di esistenze, sintonizzate sulle frequenze del bisogno e scandite da ritmi lavorativi depersonalizzanti. Una visione simultanea di episodi narrativi – collocabili in contesti spazio-temporali differenti – che si semplifica nella serie di lavori acromi, in cui Rota prende spunto da fatti di cronaca per rappresentare la condizione di attesa vissuta dall’uomo nella città contemporanea.

Anna Saba Didonato

Foggia // fino al 30 luglio 2011
Alessio Rota – Stop-motion
a cura di Antonella Palladino
www.galleriapaoloerbetta.it