La seconda volta

Dopo la prima comparsa nel 2009, gli Emirati Arabi Uniti tornano nuovamente in Biennale. Verso il finire dell’Arsenale, un allestimento post-costruttivista e una location d’eccellenza non bastano a dare identità ai progetti presentati.

The Second Time Around - Padiglione Emirati Arabi Uniti - Biennale di Venezia 2011

Nel centro del complesso dell’Arsenale, gli Emirati Arabi Uniti presentano The Second Time Around. Il titolo fa riferimento alla seconda partecipazione in Biennale dell’UAE e a un nuovo intento ricognitivo ufficiale sulla composita dimensione dell’arte araba.
Lo scenario dell’arte emergente araba, dunque, promette di presentare in Laguna una selezione di autori che non fanno più solamente riferimento al sistema metodico di gallerie, istituzioni e musei, ma che dovrebbero tornare a dar voce a strutture maggiormente in linea con lo stato dell’arte contemporanea. Il Padiglione, infatti, è referenziatissimo, essendo supportato da diversi dipartimenti universitari e, seppure in parte, dalla fiera di Dubai; ed essendo curato dalla star Vasif Kortun. I tre artisti scelti, inoltre, dovrebbero aver vinto una fitta scrematura operata su una lista di trenta partecipanti. Mentre i loro progetti dovrebbero mostrare un certo cambiamento in espansione del mondo arabo, offrendo uno sguardo e una prassi relative a chi sta vivendo un’accelerazione sociopolitica. Ma lo scenario che si presenta, il palcoscenico che si svela attraversando il padiglione è di tutt’altra natura. E di ben altra caratura.

The Second Time Around - Padiglione Emirati Arabi Uniti - Biennale di Venezia 2011

Reem Al Ghaith, Abdullah Al Saadi e Lateefa Bint Maktoum portano in Laguna molto della loro identità individuale e ben poco relativo a una specifica fenomenologia visiva della pratica artistica araba. La disomogeneità artigianale dei lavori esposti, nonostante l’avvenente strutturazione dei supporti allestitivi, è estranea a qualsiasi ermeneutica della scena contemporanea esistente in UAE. Non fosse altro che, attraversato un tratto di laguna e approdati in zona Magazzini del Sale, la collettiva The Future of a Promise, all’opposto, porta a Venezia lavori eccellenti di artisti sauditi.
In Arsenale, invece, la tripersonale relativizza l’utilizzo di materiali poveri e l’esibizione di dipinti fotografici sofisticati alla creazione di una facciata stolida, senza profondità. Sebbene il nostro sguardo occidentale sia ben poco educato alla dimensione socio-territoriale degli Emirati, non risulta possibile leggere da questa mostra nessun ruolo attivo dell’artista in sé. Autore che preferisce legare al proprio nome una comparsa in Biennale, piuttosto che ritagliarsi una presenza nella scena dell’arte contemporanea europea.

Ginevra Bria

Venezia // fino al 27 novembre 2011
The Second Time Around
(Padiglione Emirati Arabi Uniti)

a cura di Vasif Kortun

www.uaepavilion.org

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.